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Centro Storico di Colledimezzo.

Ristrutturazione e valorizzazione del centro storico di Colledimezzo: un ‘piccolo’ passo. Ma importante.

Conferenza al Castello d’Avalos del gruppo di architetti dell’università D’Annunzio di Pescara, che hanno scelto come “Progetto pilota per la ristrutturazione di un centro storico” Colledimezzo.


Progetto pilota, come dice l’espressione: ovverosia il modello a cui si ispireranno gli amministratori e i tecnici dei comuni che in Abruzzo intendono ristrutturare il loro centro storico. Si è trattato di un ‘master’ come si definisce in gergo universitario il corso di formazione per coloro che in ambito accademico vogliono acquisire nuove esperienze e nuove professionalità. E la partecipazione a questa tipologia di ‘master’ è a numero chiuso, e a pagamento: ciò a dimostrare il valore di questo progetto, non solo per il nostro paese, ma anche per coloro che lo hanno realizzato.


Un passo importante, quello compiuto giovedi scorso, 10 Maggio, celebrato dalla citata conferenza. Un passo importante per diversi motivi. Il primo è il fatto che dopo tanti anni in cui è stato il cemento l’unico materiale con cui si è costruito a Colledimezzo (e non solo), dopo anni di indifferenza per ciò che può rappresentare la ristrutturazione di un centro storico fatta in modo ‘serio’, un pertugio si è aperto anche da noi. L’esperienza dei borghi dell’aquilano – basti pensare a Rivisondoli o a Pescocostanzo – negli ultimi tempi ha interessato anche paesi vicino a noi, come Roccascalegna, che, oltre al suo castello, ha ristrutturato anche il quartiere storico che sorge intorno al vecchio maniero.


Tornando a noi, anni di cementificazione non hanno coperto del tutto le forme, le caratteristiche tipiche dei borghi medievali del nostro paese:ovverosia le scalinate ripide, le viuzze strette, le case conglobate, la chiesa e il castello a dominare il tutto. Gli architetti, al momento in cui vennero a visionare il nostro paese, si resero conto subito del fascino del nostro centro storico, in perfetta morfologia medioevale. Si resero conto anche che quasi tutto purtroppo era sparito sotto il cemento: prima di tutto la scalinata che dal Quarto Abbazia arriva al Colle. Si resero conto che il lavoro sarebbe stato lungo ma stimolante.


L’importanza che ha rappresentato il progetto è stato dimostrata da presenze eccellenti: una su tutte l’assessore ai lavori pubblici alla regione Abruzzo Mahmud Srour, che ha asserito a parole ‘chiare’ che l’unica àncora di salvezza dei nostri centri montani o premontani è il turismo, e la valorizzazione delle caratteristiche dei nostri borghi può essere decisiva. Noi, che abitiamo da sempre i nostri paesi, non ci rendiamo conto a volte del loro valore, storico e artistico, che però deve essere messo in mostra: cioè valorizzato. Spesso, l’unico modello di turismo che si presenta ai nostri occhi, è quello dato dai media: i tropici o le dolomiti, il lago, il campeggio, il villaggio turistico, eccetera… Invece negli ultimi tempi, insieme agli agriturismo si è sviluppata una tipologia di escursionismo legata appunto agli aspetti locali: la ricerca delle specialità gastronomiche, come i formaggi e il vino. O di elementi storico- artistici: e qui entra in gioco l’importanza di avere (o di riavere, come nel nostro caso) un centro storico riportato alla luce. Certo è che borghi in pietra, ristrutturati, riportati all’origine, suscitano interesse: ciò è dimostrato dalle affluenze di turismo nei borghi dell’aquilano, ma anche nei centri montani del teramano: nei monti della Laga vicino a Teramo, piccoli paesini sono stati ristrutturati e valorizzati a livello turistico, con agriturismo, ristorantini tipici, e bed and breakfast.





Tornando alla conferenza: erano presenti tutti e venti gli architetti che hanno lavorato al progetto pilota e il loro coordinatore, il Professor Claudio Varagnoli Ordinario di Restauro, tra le autorità, l’assessore provinciale alla viabilità Antonio Tamburrino, il presidente della Comunità Montana Medio Sangro, Alessio Monaco, i sindaci di Villa S. Maria, Bomba, Montazoli Pietraferrazzana, Tornareccio, Borrello, Roio del Sangro, l’assessore di Quadri. L’accoglienza è stata curata come sempre dai ragazzi della Pro Loco.


Il risultato del lavoro degli architetti, ovverosia lo Studio per intero è esposto al Castello D’Avalos: un documento interessante non solo per gli addetti ai lavori, in quanto chiaro, approfondito in ogni dettaglio: si possono vedere i nostri vicoli e le nostre case deturpati dalla cementificazione, trasformati e riportati allo stato originario, con materiali preesistenti o aggiunti: un lavoro che risalta per la sua meticolosità, anche a chi è profano. Il lavoro rimane di proprietà del Comune e ad Agosto verrà allestita di nuovo la mostra degli elaborati.
(Nella Foto: l'Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Abruzzo Ing. Mimmo Srour)