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E’ arrivata la bella stagione. Bella, o quasi.

A volte sembra non arrivi mai. Fresco e persino freddo, biechi residui d’inverno, ci esasperano, con i continui cambi di abbigliamento: leggero, semileggero, pesante, e poi di nuovo leggero nel giro di pochi giorni.

Sono le cosiddette mezze stagioni. Ora si ha l’impressione che durino molto di meno. Non ci sono più le mezze stagioni è un detto che è diventato un luogo comune. All’improvviso ecco il solleone estivo che ci fa sbuffare di sofferenza. E correre al mare le domeniche in cerca di refrigerio. Che poi se lo si trovi, il refrigerio, è tutto da verificare. Confortati, fino al momento dell’arrivo nell’abitacolo dell’auto in cui imperversa l’aria condizionata pressoché al massimo, ci si accalda subito per il mancato posto in parcheggio e per l’attesa snervante di trovarlo. Spesso si è costretti – dopo aver scaricato pazientemente, sedie, ombrelloni, giocattoli, frigo - a portare l’auto lontano dal posto in cui siamo ormai abituati a sostare da anni, e percorrere a piedi la distanza sotto il sole atroce.
Dopodichè finalmente ci si riesce a sdraiare e si può chiacchierare come sempre del più e del meno, mentre i più fortunati dormono, e mentre i più abbronzati possono affrontare senza pensieri la canonica passeggiata. In genere i meno giovani tendono a passare poco tempo in acqua: il richiamo della sdraio è per noi intorno alla mezza età assai più forte del bagno. C’è il giornale da leggere, anche. Le notizie che imperversano sono sempre le stesse per mesi: telenovele che hanno però in sé un tragico particolare, la realtà.
Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, è colpevole o innocente?
Ivo Restivo – sembra il nome del personaggio di una brillante commedia televisiva – è l’assassino della povera Elisa Claps?
E il delitto di Avetrana? Chi è il vero assassino? Lo zio? La cugina? Oppure hanno agito in branco, come spesso succede oggi?
E la bionda bambina Yara? Possibile che non si giunga a nulla?
Il mistero - si sa - accanisce alla curiosità, se non alla morbosità. Siamo tutti alla ricerca esasperata delle “news”, come si dice oggi…
E poi c’è la politica, sempre meno credibile con i suoi capimastri, muratori e semplici manovali che al contrario di quelli veri non hanno mai ‘faticato’ per giungere alla fine del mese. Privilegiati e impegnati a sostenersi l’un l’altro – tanto da meritarsi l’appellativo di ‘casta’ – stanno definitivamente contribuendo a allontanare il cittadino comune dalla politica. E non soltanto il cittadino comune, ma anche l’amministratore per definizione più vicino alla popolazione, il sindaco. Sempre meno trasferimenti di fondi ai comuni stanno costringendo questi enti a aumentare le tasse e a tagliare servizi ai danni del cittadino che pagano onestamente le tasse proprio per sostenere - anche - il tenore di vita dei politici.
Pessimismo e rassegnazione da parte degli amministratori comunali. Lontananza, se non disprezzo, da parte dei giovani per la Politica, che pure è – o dovrebbe essere – per loro esempio di onesta dedizione ai problemi della comunità. Luogo di confronto di idee e innovazione. Invece sui giornali e sui siti internet leggiamo lo sfacelo. Esasperanti e martellanti notizie di cronaca nera che battono per mesi la stessa notizia, la quale si evolve, lentamente, a piccoli passi, con il contagocce, che ci incolla allo schermo, tragico spettacolo, in una arena virtuale in cui decine e decine di milioni di occhi e di menti cercano, aspettano, determinati a inseguire la novità senza mai giungere all’epilogo….
Con una conseguenza deviante: il ‘pellegrinaggio’ dell’orrore. Turbe di curiosi ammorbati dall’influsso nefasto del martellamento televisivo si aggirano per i luoghi del delitto, allucinati, alienati, in cerca persino di souvenir. Fotografano, prelevano pezzi di terreno, pietre, e qualsiasi altro materiale da conservare. Ma dove siamo arrivati? si esclamava una volta, quando la misura era colma e la situazione era diventata insostenibile e inaccettabile.
E’ questo il punto: allora si pensava di essere appunto ‘arrivati’.
E questa era l’illusione.
Fino a qualche tempo fa si aveva ancora la capacità di illudersi. Ci s' illudeva della politica, della scuola, delle istituzioni, della sanità. E perfino dei parenti e degli amici. Ora invece non si ha più il senso del limite. La realtà supera spesso l’immaginazione, anche quella più surreale. La perdita della Fiducia porta all’azzeramento dei Valori, senza i quali l’Uomo si smarrisce, dapprima, per poi regredire fino allo stato semibarbarico. Non è forse barbarie l’uso della cronaca nera - un delitto, il dolore, la perdita, la disperazione - a fini puramente commerciali? Turbe di prodotti commerciali fanno a gara per essere pubblicizzati durante quelle trasmissioni in cui protagonisti, familiari, amici, testimoni, fanno la fila per essere intervistati sotto compenso (tanto offre lo sponsor che è pubblicizzato) in una sorta di circo tragico e farsesco in cui la parte del capocomico lo fa il conduttore o la conduttrice di turno, con la sua maschera malinconica, affranta, lacerata. E’ la legge dello spettacolo applicata alla tragedia. Il cinismo e l’insensibilità dominano affichè lo spettacolo vada avanti. Che poi i delitti si susseguano più o meno uguali, a distanza di settimane, come un sorta di competizione tra assassini (o tra protagonisti?) quasi nessuno ha notato.
E’ tornata la bella stagione, quindi. Bella, ma ci si limita alla meteorologia.
Nel nostro paese la bella stagione è sinonimo di ‘ritorno’, come sempre. Ritorno della nostra gente che risiede fuori. Almeno chi si sente ancora legato alle proprie radici . Ritorno delle feste e dei canti e delle mangiate in piazza o altrove, in cerca di un po’ di spensieratezza in nutrita compagnia. O, se si preferisce, con pochi amici o in famiglia.
Anche quest’anno vi sarà l’estate festaiola e già in questi giorni canti tradizionali e musiche giovanili hanno già iniziato a riempire l’aria, in attesa che le Feste ufficiali (Pro Loco) e quelle spontanee si alterneranno e magari si sovrapporranno come in passato, essendo i giorni ‘pieni’ limitati a una decina, tra i primi di agosto e appena dopo il dieci.
Cogliamo l’occasione per comunicarvi per sommi capi il calendario delle Feste Tradizionali, come sempre con il sostegno reciproco e ormai consolidato tra Amministrazione Comunale e Associazione Pro Loco, che quest’anno nella lotteria ha superato sé stessa con un Primo Premio davvero eccezionale: addirittura un’automobile, e precisamente una Fiat Panda.
28 luglio - Gran Concerto di Musica Classica con l'Orchestra Sinfonica Abruzzese
4 e 5 - Agosto Feste Patronali.
9 agosto - Concerto per organo e clavicembalo in Basilica S. Giovanni Apostolo con il Maestro Massimo Berghella.


Sul ‘fronte’ comunale c’è da registrare l’apertura della colonia estiva dei nostri ragazzi attraverso una convenzione con lo stabilimento ‘Baia blu’ alle Morge, spiaggia paesana da tre generazioni, ormai. Procede bene la raccolta differenziata dei rifiuti. E’ stata raggiunta la percentuale del 60% che ci permette di risparmiare ulteriormente sulle tasse per lo smaltimento dei rifiuti. Sul nostro campo sportivo in questi giorni vi sono le lezioni di scuola calcio a cura di società calcistiche lancianesi, e alle quali hanno avuto il permesso di partecipare anche i ragazzi del nostro paese, con la speranza che si appassionino allo sport e magari possano raggiungere dei buoni traguardi. Quest’anno di nuovo la squadra del Chieti tornerà ad allenarsi sul nostro campo, segno dell’apprezzamento del nostro impianto da parte della società teatina. E per un augurio per un altro ottimo campionato in Seconda Divisione. Siamo ancora in attesa di riscontri per le pale eoliche, argomento già descritto negli articoli precedenti e che riveste importanza decisiva per il futuro.
Procede bene la ‘costruzione’ dell’ associazione dei Comuni per i servizi, che permetterà di condividere con altri comuni le risorse umane e tecniche. Questa soluzione riguarderà il futuro della maggioranza dei piccoli comuni, stretti, come si diceva, dalla necessità di far quadrare il bilancio. Obiettivo diventato di primaria importanza negli ultimi tempi a causa della diminuzione dei fondi destinati ai comuni.
Un caro saluto a tutti e buon ritorno a Colledimezzo.

Camillo Carrea