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La lunga estate calda.

Ciò che ricorderemo di più – crediamo- di questa estate del 2007 è il caldo perdurante e la siccità.
I quali hanno innescato il flagello degli incendi, come succede ormai in tutte le estati italiane: del resto ciò, in un paese come l’Italia, ricco di boschi, è persino ‘normale’.
‘Normale’ dovrebbe essere - di conseguenza - anche il fatto che l’Italia sia il paese dei piromani, specie di individui che imperversano sempre di più, col loro impulso irresistibile di incendiare, bruciare ogni cosa. La vista del fuoco divoratore esalta questo genere di persona. Ricordiamo un bel film con Paul Newman, ‘La lunga estate calda’, in cui un piromane appicca il fuoco nei boschi e nei fienili di un comunità di contadini nel middle west devastato dalla siccità.
Ma dietro la piromania si nascondono errori di calcolo da parte dei contadini nella bruciatura delle stoppie. Oppure: la piromania non è altro che il calcolo criminale e beffardo di alcuni individui che profittano del fatto che la comunità europea elargisce fondi per l’imboschimento conseguente a incendi. E del fatto che la Guardia Forestale (lo Stato, in pratica) paga bene in cosiddetti ‘volontari’ che spengono ciò che qualcuno di loro ha acceso.
Cose italiane.
Mentre scrivo il messinese che va a fuoco, appunto. Ci sono stati morti e feriti. Case distrutte. Gente alla disperazione. Insomma una guerra. Ma ci si chiede come mai i boschi, seppure numerosi, del nord, invece sono intatti. Persino quelli della costa ligure, negli anni passati preda di incendi, quest’anno sono intatti, per fortuna.

Siamo patriottici, attaccati al nostro Belpaese: specie Voi che risiedete all’estero. Ma purtroppo qualcuno degli italiani del suolo patrio, al proprio Stato proferisce frodare, i tutti i modi possibili, per proprio tornaconto. Alla faccia delle bandiere tricolori esposte al balcone in tempi di vittorie mondiali. Il miglior patriottismo è quello che ci fa amare e rispettare le istituzioni dello Stato. Le nazioni anglosassoni sono maestre in questo.
Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani, disse Massimo D’Azeglio, uno dei padri della Patria, appena concluso il Risorgimento.
Spesso si ha l’impressione che siamo ancora punto a capo. Specie se si fa riferimento a coloro che dovrebbero essere l’Esempio, ovverosia l’attuale classe politica italiana.

Ma m’nemm’ a nieuw
Anche i nostri boschi sono arsi i maniera ancora più devastante che negli anni passati, in questa nostra ‘lunga estate calda’. La terra, la vegetazione, gemono, ormai allo stremo. Alcune delle possenti querce d’ la mazziott, e d’ munturniell’ hanno ceduto al caldo e alla siccità.
Le loro foglie sono gialle, secche come fosse autunno.
E’ un’estate, questa in corso, che definire ‘calda’ o ‘torrida’ non rende l’idea di ciò che succede da un anno a questa parte. Ormai non nevica in modo consistente da quasi due anni. L’inverno scorso è stato mite e secco. Ciò ha innescato un crisi idrica che raggiungerà proporzioni molto preoccupanti se non vi sarà un autunno piovoso e un inverno con nevicate ripetute.
Quest’anno gli incendi (per la quasi totalità dei casi, dolosi) sono arrivati a lambire i centri abitati, come è successo per Carpineto Sinello e Casalanguida.
L’incendio di Montelapiano lo abbiamo potuto osservare in diretta il giorno del 24 di luglio.
Quel giorno Colledimezzo era coperto da una spessa coltre di fumo che oscurava il sole. Il paesaggio aveva preso un aspetto surreale, come se vi fosse in corso un’eruzione vulcanica. In quel giorno caldissimo il garbino, lu arbuin’ , - il vento caldo di sud ovest chiamato anche Africo non a caso - soffiava fortissimo, tanto da indurre a tenere le imposte chiuse, mentre l’odore acre del fumo s’insinuava nelle narici di chi se ne stava fuori. Dalle case d’ la Cost si poteva osservare il via vai degli aerei antincendio Canadair che sorvolavano il lago per il rifornimento pressoché continuo di acqua da gettare sui numerosi focolai che divampavano sulla cresta della montagna di Montelapiano. Abbiamo ascoltato il rombo cupo dei motori per tutto il pomeriggio fino a sera, e qualche anziano ha mormorato:
“par’ che staim’ a temp’ di guerr’ “
Anche se non era per fortuna la guerra impressa per sempre nella memoria degli anziani, si può certamente definire ‘guerra’ questa che si combatte ogni estate contro gli incendi. E contro quella che ogni anno diventa un problema: la penuria di acqua. Ciò che sarà il vero problema degli anni a venire. Un problema planetario, se è vero ciò che gli scienziati temono. Il riscaldamento del globo terrestre dovuto all’inquinamento atmosferico lo si sente, appunto, sulla pelle. La scarsità delle piogge che sta colpendo il sud Europa ci mette in allarme. Allarme che rientrerà appena l’autunno -si spera – ci riporterà le piogge, come pare stava avvenendo nei primi di agosto da Voi in Svizzera, mentre qui si boccheggiava per il caldo.
Ancora oggi mentre scrivo, il caldo è ancora consistente, siamo alla fine di agosto e la classica colonnina di mercurio è ferma sui 30 gradi. Da qualche giorno molti dei nostri lavoratori della zona industriale sono tornati al lavoro. Hanno trovato più o meno lo stesso clima arroventato di quando sono andati in ferie, alla fine di luglio.

In questo periodo la signora Rina, moglie della nostra guardia comunale Emilio Di Lello, ha aperto al pubblico il ristorante in via Roma, con una bella serata in musica e degustazione sulla terrazza adiacente le poste, dove si trova il ristorante Era la sera del 28 Luglio, quando vi è stata l’inaugurazione. Il locale è una struttura comunale situata in via Roma, che l’Amministrazione ha voluto dare in affitto alla signora Rina per il fatto che un locale di questo genere al centro del paese è sempre mancato. Un ristorante, e in genere un’attività commerciale, in una realtà come la nostra è molto importante. L’Amministrazione deve esserne promotrice, come del resto era scritto sul Programma. Il locale, ristrutturato dalla signora Rina, è molto accogliente, con colori vivaci all’interno. Le piacevoli decorazioni esterne, comprendono la scritta col nome del ristorante:
La StuzzicheRina (foto 2007) http://xoomer.alice.it/lastuzzicherina/
Un ‘in bocca al lupo’ a Rina e Emilio, quindi.

La serata musicale del 28 Luglio è stata il preludio alle Feste D’Agosto, che sono iniziate il 4 di agosto con l’inaugurazione del nuovo campo Sportivo Federico De Laurentiis. Una bella cerimonia, con l’intervento di autorità politiche, come il Presidente della Provincia di Chieti, senatore Tommaso Coletti, l’assessore alle aree interne, Antonio Tamburrino, l’ex assessore allo sport alla regione Tonino Prospero. Giornalisti e televisioni locali hanno seguito l’evento, il cui momento forse più toccante è stato la partita tra le ‘Vecchie’ (ma sempre vive!) Glorie e la nuova squadra che giocherà il campionato di Terza Categoria Provinciale. Molti giocatori delle Vecchie Glorie erano sulla cinquantina, come potete osservare dal ricco documento fotografico. Un complimento sincero a questi ragazzi cinquantenni che qualche tempo fa ci regalavano emozioni nei tornei di Villa S. Maria: Domenico Carrea, Ennio Carrea, Ermando Di Lello, Peppino Porfilio. E’ mancato Fausto Vizioli il ‘numero 10’, per un infortunio durante un tentativo di allenamento il giorno prima. Peccato. Ma del resto ai suoi innumerevoli infortuni e espulsioni per proteste eravamo abituati. Così come alla sua bravura nel….tenersi il pallone! Naturalmente scherziamo… Scarpariello è stato uno dei nostri migliori giocatori. Fausto Ermando e Raffaello tornarono a giocare a Colledimezzo in terza categoria, quando loro giocavano in Promozione, cosa che oggi non avverrebbe mai…
ma allora la partita di calcio a Colledimezzo era un evento centrale, era passione pura: come è stato negli anni 80 per i campionati di calcio in terza in seconda e in prima categoria (anno 88 -89).
La partita di inaugurazione è stata arbitrata da una terna d’eccezione, tutta colledimezzese: Gino D’Ippolito coadiuvato dai guardalinee Tonino Papa e Eduardo Carrea, che hanno diretto, come ci si aspettava da una terna di ‘alto livello’, in modo egregio. La serata è stata allietata dai musicisti locali. Si è cenato a base di pasta e fagioli, porchetta, il tutto innaffiato da birra e vino.
Durante la manifestazione vi è stata la premiazione di Gino D’Ippolito.
Un riconoscimento doveroso a un colledimezzese che si è fatto onore nel mondo.
Altro riconoscimento altrettanto doveroso a Raffaele Di Natale, mitico Presidente del Colledimezzo Calcio negli anni 70-80, ex guardia comunale e animatore appassionato di Feste D’Agosto, oltrechè uomo di sport. Raffaele rimane un grande personaggio nella storia di Colledimezzo.
Una persona che ha donato sé stesso, i suoi anni migliori per il nostro paese…
A entrambi (sono come sapete cognati) una targa di riconoscimento che loro hanno ricevuto con grande emozione. Specie Raffaele, che ha voluto farci dono, dal palco, di una delle sue altrettanto mitiche poesie…

A proposito: Quest’anno si ricomincia con il campionato di terza categoria, come già sapete. Occorrerebbe il contributo economico di tutti i colledimezzesi. Nella sera del 4 Agosto molti di Voi residenti all’estero hanno contribuito. E vi si ringrazia di cuore a nome di tutta la Società Sportiva. Importante: Per i residenti all’estero che non hanno contribuito e che si sentono di farlo, si possono rivolgere ai Presidenti dei Club dei Colledimezzesi: Ennio Sentinelli per gli ‘Americani’ e Antonella Di Paola in Olivieri per gli ‘Svizzeri’
I costi sono aumentati, certo. Ma come lasciare che piccole comunità come Civitaluparella e Borrello abbiano la loro squadra di calcio e Colledimezzo invece no? Come lasciare che muoia
un’occasione di ‘resurrezione’ del paese, in cui i giovani, (il futuro del paese) sono protagonisti?

Resurrezione, appunto. La vita dei paesi tende spegnersi. Le nascite sono scarse. Le morti, purtroppo, sempre più numerose. Il paese si spopola. Muore. Crediamo che ciò sia un incubo, anche per chi al nostro paese torna poco. Il paese natio non si scorda. E’ come dimenticare il padre e la madre. Dimenticarsi delle proprie radici equivale a dimenticare sé stessi, essere una barca alla deriva…
Quest’anno il nostro paese ha subìto un colpo durissimo: dopo una storia durata sessant’anni vi è stata la chiusura della nostra bella Scuola Materna. Un edificio splendido, attrezzato, situato in un luogo ottimo, tranquillo, pulito. Da quest’anno non ci saranno più i bambini ad allietarlo, a affollarlo. Non avremo più i loro lavori da ammirare, le recite da dover andare a vedere. I loro ultimi lavori li abbiamo sistemati nelle bacheche del Castello D’Avalos affinché restino un ricordo, una testimonianza. I bambini cresceranno, diventeranno adulti, ma avranno i loro lavori come ricordo. Il ricordo della scuola materna di Colledimezzo, la migliore del circondario, ma che ha dovuto chiudere per mancanza di bambini. E’ assurdo, ma è la realtà. Il provveditore ha parlato chiaro. Fino a un certo numero di bambini la scuola resta aperta, se no il ‘rimedio’ erano la mezza giornata. Sarebbe stata una soluzione ottima, per evitare la chiusura e prendere tempo. Ciò che alcune delle mamme non hanno voluto purtroppo accettare. A tutto ciò ha contribuito in modo decisivo la fuga di alcuni bambini di Petraferrazzana verso la scuola di Villa S. Maria.
Fuga inspiegabile, viste – lo ripetiamo – le condizioni ottimali dei bambini nella nostra scuola. Forse in questa ‘fuga’ hanno giocato stati d’animo del tutto personali. Così come una leggerezza imperdonabile è stata quella di chi non ha voluto accettare la mezza giornata, obbligando i bambini a spostarsi a Villa S. Maria…
Il tutto ha contribuito a distruggere una delle ‘oasi di vita’ del nostro paese.
Dal punto di vista sociale, un delitto. Coloro che forse ne sono stati gli ispiratori piangano sé stessi.
Scusateci ma crediamo sia giusto che si esprima l’amarezza e lo sconcerto, in momenti come questo.

Tornando alle feste: sono state come sempre caratterizzate da tantissime persone. Considerando che molte delle manifestazioni sono avvenute nella piazzetta Don Federico, in alternativa alla solita e inamovibile piazza, c’è da rimanerne soddisfatti.

Un complimento da parte nostra a Mario D’Ippolito per la potenza espressiva di alcune delle foto esposte alla mostra tenutasi nel Castello D’Avalos dal 4 al 17 Agosto. Abbiano rivisto e ammirato alcuni volti di anziani che non ci sono più, anziani del nostro paese, personaggi indimenticabili, come Z’n’dò la vill’ , z’ Pasqual’ Robbammuol’… espressioni, volti, occhi pensosi che ormai sono solo nella memoria di chi li ha conosciuti e che Mario ha riportato in modo mirabile a rivivere.
Eppoi paesaggi, gente d’oriente a testimoniare i suoi viaggi e le persone che Mario ha incontrato e immortalato nei loro atteggiamenti più espressivi. Eppoi testimonianze numerose della sua vita in svizzera. Mirabili alcuni dei personaggi ritratti nelle loro mansioni di lavoro all’Atelier Meccaniques di Vevey, fabbrica dove hanno lavorato tanti colledimezzesi e ormai chiusa…

Il 5 agosto, oltre all’orchestra serale e alla riffa, è stata la giornata del torneo di ‘Trucco’, anzi Truco, come dite giustamente Voi colledimezzesi in Argentina, terra dalla quale i nostri nonni portarono a Colledimezzo questo bellissimo e divertentissimo gioco.

Lo spettacolo teatrale – questa volta un monologo dal titolo ‘Arturo lo chef’ – ha avuto come sempre il suo buon numero di appassionati. Si è trattato del monologo di un giovane attore di Lanciano facente parte della compagnia dei ‘Guardiani dell’Oca’, il quale ha messo in scena la grande passione per il suo lavoro da parte di un cuoco di Villa S. Maria, un immaginario ‘Arturo Pavia’ desideroso di andare in America e lavorare nel più famoso ristorante di Los Angeles e diventare ‘Chef’, un grande Chef italiano. La rappresentazione è avvenuta il 6 Agosto nella piazzetta don Federico.

Il 7 di agosto siamo tornati di nuovo in Argentina. Esibizione dei ‘Tango per Due’: Musiche d’ Argentina eseguite dai maestri Mario Stefano Pietrodarchi (bandoneon) e Andrea Di Paolo (pianoforte). I due hanno eseguito brani di Astor Piazzola, riempiendo della portentosa aria del bandoneon l’aria estiva, nel silenzio coinvolgente della piazzetta Don Federico, gremita da un buon numero di spettatori. Nella stessa serata e nello stesso luogo, sul sagrato della chiesa, vi era la degustazione di specialità gastronomiche abruzzesi della Ditta ‘Stella’ di Quadri, nonchè vini abruzzesi doc a cura della Casa Vinicola ‘Coste Brenta’ di Lanciano. Il tutto in una magica atmosfera ‘alternativa’, seduti sulle panche messe a disposizione dalla Pro Loco, oppure in libertà sui gradini che portano alla chiesa, tra il profumo del formaggio pecorino e dei salumi caserecci della ditta Stella, ai quali si miscelava in combinazione perfetta l’aroma dell’ottimo vino Montepulciano e la musica inarrivabile del bandoneon e del pianoforte. Serata indimenticabile!

8 di Agosto: ecco ‘Appassiunatella’, recital lirico con Lindita Hisku, soprano e Sabrina Cardone al pianoforte. Canzoni napoletane interpretate da una grande voce. Forse i colledimezzesi devono ancora saper apprezzare questo tipo di spettacolo. Ma del resto, neppure l’orchestra sinfonica o il teatro non dialettale, era nelle simpatie del pubblico nostrano, prima. Ora, pare che le cose stiano cambiando… Speriamo di poter far apprezzare eventi che sono alternativi alla solita orchestra spettacolo che si esibisce in piazza. E soprattutto in luoghi diversi, perché Colledimezzo non è solo la piazza. Tante persone non visitano alcuni luoghi di Colledimezzo da decenni, a meno che vi abitano. Luoghi dimenticati, eppure affascinanti, pieni di ricordi di gioventù, che si possono riscoprire in queste occasioni. Basterebbe non pensare che Colledimezzo si racchiude tutta nella piazza. E il resto è come non ci fosse…

L’undici Agosto, sempre nella piazzetta Don Federico, si è esibita la ormai consueta orchestra romena di musica classica ‘Oltenia’, che ha come al solito entusiasmato il numeroso pubblico presente (foto nel ‘contenitore’ 2007’)

L’Amministrazione comunale, a parte le feste organizzate insieme alla Pro Loco, ha avuto il suo momento centrale, come abbiamo detto, nell’inaugurazione del campo sportivo ‘Federico De Laurentiis’, rimesso in condizioni per essere un impianto che può ospitare categorie superiori. Ne hanno parlato i giornali, e vi è stato un notevole incremento di immagine per il nostro paese. Società come l’Atessa e la Pro Vasto sono venute ad allenarsi, anche se ciò ha finito con danneggiare un pò il terreno di gioco, che verrà ripristinato con celerità, visto l’approssimarsi del nostro campionato e l’inizio della preparazione atletica per i nostri ragazzi che è iniziata il 25 Agosto agli ordini del signor Franco Pili di Tornareccio (foto 2007)

La strada d’ lu Castell’n è stata asfaltata e le ringhiere, rovinate da anni, sono state sostituite.
Durante la tarda primavera il Sindaco, in collaborazione con alcuni anziani di Monteferrante, esperti dei luoghi, ha individuato, nel territorio di Montazzoli (ma non utilizzabile da questo comune) sopra il serbatoio d’ la Crapar’, una sorgente che ci farà affrontare la prossima estate con tanta tranquillità in più, vista la breve distanza che separa la sorgente nuova da quella vecchia. E questa è una grande conquista, con i tempi ‘secchi’ che corrono!

Si è in attesa imminente della nuova piazza, tramite l’abbattimento della ‘famosa’ casa. E questo è un evento notevolissimo per il nostro paese. Da tanto tempo se ne desiderava l’abbattimento. Negarlo, ora, significherebbe essere ‘parziali’…
La piazza con la curva che passerebbe al posto dell’attuale casa, renderebbe la piazza ‘Isola pedonale’, con panchine, aiuole, fiori e un pavimento in pietra. Un volto nuovo e funzionale per il paese, che speriamo far ritrovare al ritorno di Voi compaesani nella prossima estate.

Un caro saluto a tutti.

Camillo Carrea

www.camillocarrea.it