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Nuovo parco giochi al campetto delle Scuole Elementari.

Punto di incontro e divertimento per i più piccoli

Non è ancora completamente terminato, ma fa già il suo effetto il nuovo parco giochi nel campetto delle scuole elementari. Così come l’abete al centro del piazzale, trasbordato dalla piazza. Era servito per addobbare l’albero di Natale ma farà senz’altro la sua figura anche in mezzo ai giochi. E tra i bambini, che hanno già cominciato a frequentare il parco, nonostante sia ancora in parte incompleto. Uno spiazzo, quello delle scuole elementari, che da decenni è un punto ludico, adatto ai giochi dei ragazzi. Questo già dagli anni sessanta, quando era considerato una specie di antistadio al campo di S. Antonio, in quanto vi giocavano a pallone i più piccoli. Ma non solo a giocare pallone, è adatto il campetto e l’adiacente pineta: era ed è ritrovo abituale di ragazzi di età varia, in tutte le ore della giornata. Nascondino, bicicletta, semplice conversazione, nonché sede di teatro all’aperto e, negli ultimi tempi, di concerti, d’estate, alle feste d’agosto…
E come non citare la ormai tradizionale e straordinaria festa di S. Antùon’ d’ J’ nn’r’, a gennaio, appunto, quando ci scalda fino al mattino accanto al fuoco, tra canti, balli, pasta e fagioli e vino…
Il campetto, e tutto il sito delle scuole, è un punto importante per Colledimezzo. Un’oasi per le mamme che cercano tranquillità per i loro bambini, visto il traffico notevolmente incrementato sulla provinciale e persino per via Croce. Un punto appartato per i ragazzi che però spesso in passato se la sono presa con i muri e le suppellettili della scuola, nonché con le panchine di legno con tavolo, che in quel posto erano stati allora collocati. Da un po’ di tempo non succedono più queste cose spiacevoli. Speriamo. Spesso responsabilizzare i ragazzi, farli partecipare alla vita del paese, con iniziative e gestioni di cosa pubblica può aiutarli a capire l’importanza delle istituzioni, che sono di tutti e perciò devono tenute da conto. Il senso civico di cui oggi tutti parliamo dovrebbe essere coltivato sin dall’infanzia, altrimenti si continua a prendere a calci tutto ciò che non possiede il carattere di ‘privato’: vale a dire tutto ciò che è pubblico e quindi - come vuole lo scarso senso civico - di nessuno. Nelle nazioni civili tutto ciò che è pubblico viene invece rispettato, curato, conservato. E i Colledimezzesi che vivono all’estero, lo possono senz’altro constatare.


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