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Primavera, Pasqua e altro…

Dopo che l’inverno ci ha riservato un febbraio in cui la neve e il freddo han fatto da padroni assoluti, ecco che l’aria si è scaldata abbastanza da poter dire che il freddo e le nevicate ripetute sono ormai un ricordo che si può rivivere magari andando a rivedere l’album delle foto del nostro sito.

L’orario legale ripristinato nella notte tra il 24 e il 25 marzo ha dato ancor di più la sensazione che la bella stagione sia arrivata - le giornate sono lunghe e la luce del giorno permane sin quasi le ore 20 - nonostante ci si debba aspettare rigurgiti invernali, ovvero piogge o fresco serale. A suggellare la bella stagione di ritorno come sempre è la Pasqua e la settimana Santa, che chi scrive ricorda, appunto, caratterizzata dalle nuvole, dalla pioggia fine e dallo stridore delle ‘Raganelle’ - chi non le ricorda? – che s’aggiravano per il paese in quei giorni in cui le campane sono rigorosamente mute per rispetto della Passione e della morte del Cristo.
Allora noi ragazzini si girava al grido di ‘mez juorn’ oppure ‘und’naur’ (ventun’ora) al profumo dei dolci - la piup’ e la campan’, e soprattutto del mitico ‘fradàun’ - che si spandevano per stradine del paese in cui certo non era raro incontrare compaesani di ritorno dall’estero per rivedere i genitori.
Ovviamente tutto è cambiato. Ma i ricordi di chi scrive sono gli stessi di molti di voi. Ricordi belli, come sono belli quasi tutti i ricordi dell’infanzia, quando dire che si era spensierati è del tutto sbagliato, in quanto avevamo le nostre ‘sofferenze’ e nostre ‘tristezze’ che, come sempre, gli altri – i grandi, ovviamente – non capivano. Qualcuno affidava al diario le proprie confessioni, che custodiva gelosamente. E come ci sembra strano che oggi le confessioni le si renda pubbliche in un social network, come fanno i nostri ragazzi! Già, ora i grandi che non comprendono siamo noi…
 La Primavera e la Pasqua giungono sempre appaiati. Marzo o Aprile.
I mesi del risveglio.
Il quale evoca la Luce, e quindi la Felicità.
Essere’ Felici come una Pasqua’ è quindi un detto che la dice lunga su cosa rappresenta questa Festa. Felicità e Resurrezione sono due concetti che evocano la Rinascita. E l’idea di Rinascita non può che evocare la Primavera, ovvero la Bellezza e la Luce, immagini che il Botticelli ha reso in modo sublime nel capolavoro ‘La Primavera’ conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze (magari qualcuno di voi capita da quelle parti…).
Il termine ‘Pasqua’ significa ‘Passaggio’. In origine è la festa ebraica che vuole ricordare il passaggio del Mar Rosso da parte del popolo d’Israele in fuga dall’Egitto. Immagine che i cristiani hanno fatto propria, creando la festa della Resurrezione del Cristo, ovverosia il passaggio dalla morte alla vita.
Ecco spiegata quindi la ragione per cui la Pasqua cristiana giunge in Primavera, il ritorno alla vita dopo la ‘morte’ invernale.
Dopo questo per fortuna breve exursus sulla Primavera e sulla Pasqua m’nemm’ a nieu…

Restiamo in tema e parliamo della visita pastorale del vescovo Bruno Forte nella nostra comunità. La quale si è svolta in tre giorni, documentata dalle foto della ‘Guardj’ - che ringraziamo - sul nostro sito.
Monsignor Forte è stato accolto, come del resto ci si aspettava, con entusiasmo dalla popolazione, e con grande fervore e partecipazione dalle associazioni che operano nell’ambito della parrocchia.
Il vescovo ha incontrato le varie istituzioni cittadine, tra cui l’Amministrazione Comunale e la Scuola. In quest’ultimo contesto sono particolarmente significative le foto immesse sul nostro Sito riguardante la visita del vescovo nella nostra Scuola Elementare. Infatti essa sarà chiusa e fine anno, dopo 90 anni di storia, ovvero dalla riforma Gentile del 1922. Questo malaugurato evento crediamo sia l’emblema del decremento demografico che incombe sui nostri paesi da qualche decennio.
La nostra Scuola, recentemente rinnovata nell’edificio, evoca ricordi per tantissimi di voi. E crediamo anche commozione. Qualcuno ricorderà le corse spericolate giù per la pineta all’uscita, le maestre che hanno fatto la Storia della nostra scuola, vale a dire, per i più anziani, la Scaringella e la Tancredi, per quelli più o meno giovani la Signorina Lina e la maestra Carmela, e poi tutti i compagni di classe… e come non menzionare la bidella, l’indimenticabile, gentile Za’ Giuvannin’, ottima cuoca, perché anche allora vi era la refezione, ovvero z’ magnav a la scaul’ e una sola stanza non bastava a contenerci tutti!
In ambito comunale come avete potuto leggere nelle ultime settimane sono arrivate le bollette Tarsu, ovvero, come viene chiamata, ‘la tassa sulla nettezza urbana’, una della poche tasse in entrata per i comuni. Si vuole prende spunto da questo argomento per parlare ancora una volta della raccolta differenziata. Crediamo che sia possibile incrementare ancor di più la percentuale di differenziato, al fine di rendere più bassa la Tarsu. L’obiettivo da raggiungere è il 65% affinché questa non aumenti in futuro, e in modo inevitabile, purtroppo, visto che nei centri di smaltimento i costi per le amministrazioni che portano la nettezza urbana indifferenziata, cioè come la si portava una volta, aumentano sempre più.
E questo ricade sulle nostre tasche, per essere chiari. Si invita quindi tutti i cittadini, ancora una volta, a essere scrupolosi nel differenziare. Siamo sicuri che ce la faremo a raggiungere l’obiettivo.
In questi ultimi mesi nel forum abbiamo informato tutti i colledimezzesi che seguono la nostra squadra di calcio nel difficile campionato di Seconda categoria. Nonostante i nostri ragazzi abbiano trovato tantissime difficoltà, più di quanto ci si aspettasse, essi meritano il nostro incoraggiamento, tanto più che, come si è detto nell’ultimo commento, non tutto è perduto per la salvezza. Basterebbero forse tanta grinta e orgoglio. In bocca al lupo per queste ultime gare a tutti, dirigenti, allenatore, giocatori.
Infine, ci si augura di trovare per le nostre strade, come accadeva una volta, i nostri paesani di ritorno dall’estero, per poter scambiare un sorriso e gli auguri.
Buona Pasqua a tutti voi

Camillo Carrea