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Fine stagione

E’ avvenuto ancora una volta. Finite le feste – tutte: grandi e piccole, organizzate e improvvisate - tempo alcuni giorni, i nostri concittadini sono ripartiti per i loro luoghi di residenza.

L’estero, ma anche l’Italia. Il nostro paese ha ripreso progressivamente il moto blando che lo caratterizza per il resto dell’anno. Ogni giorno che è passato, ogni sera che è sopraggiunta, le presenze in ‘Salotto’ - ovvero la nostra piazza - si sono assottigliate sempre più. Si è avuta l’impressione che anche chi risiede in paese abbia deciso di trascorrere qualche sera a casa in cerca di un pò di quiete - dopo il turbinio di avvenimenti dai quali viene ‘assaltato’ Colledimezzo nella prima decade di agosto - quasi a riassaporare le paciose serate autunnali - dopo l’estate e le assidue cene al ristorante con parenti e amici, le ricorrenze alle quali non si può più rinunciare, le serate insaporite da tavolate traboccanti di cibo con fisarmoniche e canti, discoteche e piano bar, in piazza e in taluni quartieri del paese.

Quest’anno gli eventi sono iniziati prima, a metà luglio, con l’Ordinazione sacerdotale del nostro don Giuseppe e la conseguente Prima messa nella basilica di S. Giovanni Apostolo. Evento di cui chi frequenta questo sito ha potuto osservare le foto e magari leggere le righe riportate anche sul giornale diocesano ‘L’amico del popolo’ dedicategli da parte di chi scrive. Giovedi 2 settembre vi sarà l’insediamento di don Giuseppe nella parrocchia di Pretoro. La Pro Loco organizza un pullman in occasione della sua Prima Messa nel caratteristico borgo ai piedi della Maiella. Le Feste d’Agosto rappresentano l’ufficialità e la tradizione.

Ma tutto cambia nel tempo.

Anche le tradizioni più longeve alla fine sono soggette a cambiamenti. Le Feste d’Agosto non sono esenti da questa regola. Solo l’ultima serata ha rispecchiato in parte i canoni tradizionali, con la collaudata orchestra spettacolo. La quale ha avuto come mattatore un comico di fama regionale: Vincenzo Olivieri, che negli ultimi anni si propone in Abruzzo come l’alternativa all’arcinoto e oramai ripetitivo N’duccio. Olivieri ha richiamato molta gente dai paesi circostanti: la sua comicità è scoppiettante. Sul palco egli diventa trascinante, coinvolgente. Alcune delle sue trovate sono divertenti e persino verosimili: specie quella in cui mette in evidenza con bella ironia le diversità tra la generazione degli anni ‘60- ’70 e quella odierna in fatto di gusti e abitudini. E poi quando riesce, con deliziosi e divertenti giochi di parole, a dimostrare che le lingue inglese, francese e tedesca derivano dall’abruzzese! Il resto purtroppo ricalca – a parere di chi scrive - lo stile del collega N’duccio: volgarità e luoghi comuni sul sesso, ai quali oggi si ricorre troppo spesso: i grandi comici come Toto e Fabrizi, Vianello e Tognazzi , Bramieri e Walter Chiari non hanno trovato eredi degni di loro. Neppure, in molti casi, in un contesto a livello nazionale come ‘Zelig’, la trasmissione televisiva di Canale 5, ove vengono messi in evidenza i comici di ultima generazione. Sempre nella serata di cui stiamo parlando, la piazza era stracolma oltre le aspettative: la nuova disposizione del palco, che ora è rivolto verso l’entrata del bar, dona un campo visivo accettabile a un maggior numero di persone rispetto al passato con la conseguenza che una cospicua parte del pubblico evita il fastidioso passaggio delle automobili.

Quest’ultima particolarità permette diversivi come la prima serata, quella del Primo di agosto con gli arrosticini, la birra e il vino, che ricalca nelle modalità quella di S. Antonio del 13 Giugno. Lo spettacolo serale del 3 Agosto è stato notevole, a parere di molti: non solo di chi era coinvolto indirettamente nella manifestazione. Mi riferisco all’esibizione dei ragazzi e delle ragazze della Scuola di ballo della maestra Manola Strizzi, ‘Magic feet’ di Villa S. Maria, frequentata da alcuni ragazzi e ragazze del nostro paese. Alla esibizione della scuola di ballo è seguito lo spettacolo teatrale. Lo spettacolo era offerto dalla Comunità Montana. Mi limito a dire che sarebbe il caso - sempre a parere di chi scrive - di passare, nella prossima occasione, a altre compagnie Tornando alla serata del Primo agosto, sempre all’insegna del ballo: si sono esibiti i ragazzi e le ragazze della scuola dei maestri ‘Leonardo e C’, gli stessi che insegnano balli di gruppo – di questi tempi tanto in voga – a un gruppo (ovvio) di signore del nostro paese. All’esibizione è seguita la già citata degustazione – meglio dire ‘la mangiata’, vista la quantità consumata - della specialità in gran voga negli ultimi anni: gli arrosticini. Questa pietanza ha trovato molti estimatori: la carne di pecora, abbandonata negli ultimi decenni a favore di carni più ‘prelibate’ ha ritrovato nuovo e notevolissimo consumo grazie agli arrosticini.

Ma le feste, come avrete letto nel manifesto apparso sul sito, non si sono svolte solo di sera: divertimenti per bambini e giochi e tornei di carte non sono mancati. Un grazie di cuore come sempre alla Pro Loco. Feste diverse, certamente. Adeguate alla portata del budget odierno, anche quello cambiato rispetto al passato: conseguenza dei modi di pensare e di percepire le Feste – diciamo così - ai quali ci si è dovuti adeguare. Ciò crea maggior disagio - comprensibile – ai ragazzi della Pro Loco nel chiedere il contributo in denaro alla popolazione tutta. Le orchestre si fanno pagare profumatamente. E ci sono le spese fisse: il palco, l’aumento di potenza della luce da parte dell’Enel, le luci decorative. In più la Riffa è diventata un tentativo – peraltro difficile – di piazzare le offerte in natura. Sono finiti i tempi dei personaggi e dei gruppi di amici che facevano a gara per aggiudicarsi l’offerta. Spesso questi personaggi erano gli stessi che contribuivano alle feste con offerte milionarie (di lire, s’intende). Oggi anche la Riffa si svolge in un’atmosfera d’indifferenza quasi ostentata. Del budget ridotto hanno risentito i fuochi artificiali sul lago, a parere di alcuni cittadini di scarsa durata. Magari succede come in passato: le critiche alle Feste – nel caso dei fuochi di quest’anno l’osservazione è giusta - provengono proprio da chi non ha contribuito: in passato le persone che non contribuivano oppure contribuivano in modo minimo si contavano sulle dita della mano. Tutto ciò va detto, fermo restando che ognuno ha diritto di contribuire come si sente. Altri avvenimenti hanno caratterizzato l’estate, come l’apertura della nuova farmacia della dottoressa Tieri, sempre in via Roma.

Nella stessa via, l’apertura della Sub agenzia assicurativa ‘Vittoria’ nel locale del negozio di sartoria del compianto Nicola Del Peschio. Per gli appassionati della squadra di calcio del Colledimezzo, vi è la notizia che è ripresa la preparazione atletica sul nostro campo, in vista del campionato. Tanti auguri ai giocatori e alla dirigenza. Si è svolta con grande svago e piacere la Seconda passeggiata motociclistica dei centauri colledimezzesi, Colle in Sella, quest’anno alimentata dalla gradita presenza dei motociclisti di Villa S. Maria. L’itinerario ha contemplato il giro panoramico del Gran Sasso, con il passaggio in alcuni dei centri dell’aquilano colpiti dal terremoto, sia pure in modo marginale, per fortuna. Il 6 settembre partiranno i nostri ‘anziani’ per il consueto soggiorno.

Alloggeranno presso l’albergo ‘L’Aquila d’Oro’ a Riccione, ubicato sul centralissimo e rinomato corso Ceccarini. Ancora una volta i nostri hanno scelto l’attrezzatissima costiera romagnola per il loro meritato soggiorno. In ultimo, tanti saluti e altrettanti complimenti ai nostri Viaggiatori per eccellenza,Gianni e Barbara Sentinelli e le loro bambine, che hanno intrapreso da tempo un viaggio che li sta portando a visitare e soggiornare insieme alle più disparate popolazioni del mondo: un modo davvero ammirevole per alimentare una crescita interiore e culturale che solo chi viaggia (aerei e villaggi turistici non c’entrano) può ottenere. Per seguirli basta leggere i loro bellissimi diari, e ammirare le foto.

Chi vuole può collegarsi con il loro blog: revea4.romandie.com.

 

Un caro saluto a tutti.

Camillo Carrea