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IL NO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI BOMBA ALLA RAFFINERIA SUL NOSTRO TERRITORIO

Il giorno 8 maggio si è tenuto a Bomba il consiglio comunale che riguardava un fatto cruciale, di cui abbiamo parlato in questi ultimi giorni: ovverosia l'installazione di una raffineria di gas nei pressi della diga di Bomba.

Come accennato, la società americana 'Forest' aveva ricevuto l'autorizzazione dalla Regione Abruzzo per le ricerche di giacimenti di idrocarburi sul nostro territorio. Ricerche - tra l'altro - già effettuate dall'Eni circa 40 anni fa e poi abbandonate per i i motivi accennati nel precedente articolo. Data l'importanza del Consiglio di Bomba, i sindaci dei paesi limitrofi hanno pensato bene, con una iniziativa concorde e decisa, di parteciparvi. Una forma di adesione generale che il gruppo dei sindaci ha voluto dimostrare davanti a tutta l'assemblea degli eletti bombesi: i quali dopo un periodo di stasi, in cui la Giunta ha cercato conferme della pericolosità di una simile struttura impiantata su un terreno geologicamente instabile, ha votato il NO all'unanimità. Era un atto che si aspettava con una certa apprensione, dato che il 'giudizio' di Bomba era il più influente, dato che la raffineria sarebbe stata impiantata sul suo territorio, nei pressi - lo ripetiamo, della diga. Un atto dovuto e doveroso, secondo il nostro modo di vedere. Infatti non ci stancheremo mai di ripetere le ragioni che hanno indotto il nostro consiglio comunale a votare a maggioranza per il no. Così come hanno fatto gli altri comuni che circondano il nostro lago. Motivi che hanno a che fare con l'ovvio inquinamento dell'aria e le conseguenze per la salute dei cittadini. Ma soprattutto per il fattore geologico, tenuto conto già 4 decenni or sono dall'Eni, che abbandonò - lo ripetiamo - il progetto. Altro fattore di non poco conto è la piccola entità del giacimento, che avrebbe portato a raffinare qui da noi gas proveniente da altri siti. Ci dispiace che non tutti - nel nostro Consiglio - hanno recepito queste ragioni. Dispiace che si è anteposto in modo secondo noi superficiale e ostinato il fattore 'economico' (i pochi posti di lavoro) a quello del rischio per la salute e l'incolumità delle persone. Che non si sia tenuto conto del fatto che l'Abruzzo è stato scelto tempo fa delle autorità regionali e statali quale regione 'verde', disposta all'impianto delle energie alternative, come le pale eoliche, che questa amministrazione intende installare nel nostro territorio e che - se andasse a buon fine - porterebbe cospicui contributi alle nostre casse comunali. Dispiace, ma come è ovvio, ognuno si assume le proprie responsabilità di fronte al presente e al futuro di questo nostro territorio e dei suoi abitanti. Adesso tutte le amministrazioni del comprensorio devono lavorare compatti insieme al Comune di Bomba per scongiurare definitivamente l'insediamento della Forest.