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L’estate, lo spread e le attese

A volte sembra che non arrivi mai, l’estate. Che i giorni di freddo siano infiniti. Che la temperatura risalga mai come vorremmo. E s’impreca al bel tempo che tarda. Così come tardano - e qualche volta non arrivano - le buone cose della vita, a dispetto delle brutte, che non mancano mai, purtroppo.

L’estate è arrivata nel modo più rovente. Un giugno così caldo risale più o meno all’epoca della Rivoluzione Francese, dicono le statistiche. In questi giorni di solstizio la canicola precoce si sta accanendo sull’Italia, mettendo a dura prova la resistenza degli anziani, e soprattutto dei terremotati emiliani nelle tende afose, entro le quali la vita in questi giorni è impossibile. Sembra quasi che tutto ciò che è nella norma sia stato escluso dalla quotidianità. Noi italiani siamo insofferenti alle norme, e ciò si riflette nel nostro modo di gestire le cose della vita: dalla politica, al lavoro, in macchina, nelle semplici abitudini quotidiane. Cosicchè il caldo di questo giugno e il freddo del febbraio passato sembrano essere ‘italiani’, cioè fuori dalla norma. Questa estate segue l’inverno e la primavera in cui le parole spread , default, grecia, mercati finanziari, eurozona, merkel e sarkozy, holland, governo tecnico, monti e forneroi, movimento 5 stelle, grillo, mercato del lavoro, calcioscommesse, disoccupazione e terremoto, l’han fatta da padroni. E ci sono tutte le ragioni affinchè queste parole imperversino ancora nei notiziari, trasferendosi inevitabilmente sulla bocca degli italiani, nelle loro discussioni del bar, al lavoro, in vacanza o in famiglia. Il governo tecnico sta incontrando serie difficoltà a rimettere in piedi in breve tempo uno Stato devastato dalle vecchie e mai guarite piaghe: mafie infiltrate nella politica, evasione fiscale congenita che è divenuta dilagante, corruzione a tutti i livelli, dal piccolo e ’insignificante’ favore tra amici, agli appalti miliardari, ai finanziamenti pubblici usati per agi e piaceri alle spalle dei contribuenti che lavorano sodo, tra questi i laboriosi industriali dell’Emilia, con le fabbriche devastate, ma con la voglia intatta di rialzarsi: l’Italia migliore colpita al cuore dal sisma. Ma per fortuna è tornata l’estate. E con l’estate son tornati a Colledimezzo i primi avvenimenti che caratterizzano la nostra estate, come a S. Antonio, il 13 giugno, quando la banda ha accompagnato la Messa celebrata nella nostra chiesa al cimitero, a cura dell’associazione parrocchiale. O come la colonia estiva per i nostri ragazzi, con soggiorno al mare. Il 21 di giugno ha avuto luogo il consiglio comunale, come annunciato sul nostro sito. Note più che positive per ciò che riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti, arrivata al 62% . La fatidica quota 65% è più vicina, quindi. Gli appelli dell’Amministrazione alla cittadinanza ha avuto quindi un bel riscontro. Ricordiamo che la quota 65 permetterà all’Amministrazione comunale di non aumentare la tassa per i rifiuti solidi urbani (Tarsu) e di risparmiare risorse che saranno utili per interventi al servizio del cittadino e per eventuali opere di manutenzione o restauro delle strutture pubbliche. A questo proposito si mette al corrente la popolazione degli imminenti lavori di pavimentazione all’entrata del nostro cimitero, ovvero il sagrato della chiesa di S. Antonio. E’ sempre dura fare i conti con il Bilancio comunale. Di questi tempi si tratta di risparmiare e di trovare somme adeguate per mantenere il funzionamento almeno di ordinaria amministrazione del comune. A volte, come in questo caso, si viene premiati per la gestione oculata dei pochi fondi che ci arrivano ancora dallo Stato. E allora si approfitta per eseguire i citati lavori di restauro o di ornamento del paese. Ora non resta che attendere il ritorno dei paesani che riempiranno la nostra piazza ancora una volta, la sera col fresco (si spera), seduti ai tavoli dei bar, o sulle panchine, in piacevole e serena conversazione, contenti di essersi visti ancora una volta davanti a un buon bicchiere, in attesa delle feste di Agosto, delle esibizioni varie ed eventuali dei protagonisti. In attesa che lo spread cali, che il pericolo default si allontani, che il governo possa salvare l’Italia: se questo avvenisse, come tutti ci si augura, sarà come sempre per merito dei sacrifici dei suoi cittadini normali, il ‘common people’ gravato dalle tasse aumentate, dalla pensione che si allontana e che diventa sempre più irraggiungibile, così come un posto di lavoro per i giovani, e per i meno giovani che il lavoro invece l’han perso….In attesa di un momento davvero piacevole, sereno se non altro, in cui i notiziari e i giornali riportino la maggioranza che tutti desideriamo: le buone notizie su quelle cattive. La speranza non costa niente diceva una vecchia canzone degli anni Settanta, quando, tanto per cambiare si era in attesa che l’austerity, così come ora il pericolo default, svanisse… Buon viaggio a tutti coloro che torneranno al natio borgo e un caro saluto a coloro che restano, con la speranza di poterli accogliere in futuro.

Camillo Carrea