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La Festa dei Colledimezzesi in America. Il sindaco racconta

Incontro il sindaco nella saletta delle Giunte - che funge anche da Ufficio del sindaco, o viceversa - qualche giorno dopo che lui è tornato dal viaggio che lo ha portato a incontrare i nostri compaesani in Nord America.

Un raggio di sole illumina e riscalda la saletta finalmente senza l’apporto dei radiatori. E’ una bella mattinata, dopo tante nuvole, pioggia e freddo. Primi giorni di una primavera aspettata e che stenta a tornare. Ma le previsioni, almeno per questa settimana, ci fanno sorridere. Sorride anche il sindaco, non solo per la bella giornata, immagino. E infatti mi dice che non è solo per questo che sorride soddisfatto. La festa dei colledimezzesi in America è stata bellissima – condita da un sano sentimento patriottico, data la ricorrenza del 150° di cui tutti sappiamo: ora la bandiera italiana che campeggia nella saletta deve assumere per lui un valore particolare. Sappiamo che spesso gli italiani all’estero sentono il patriottismo molto più di noi che viviamo la vita in Italia: per ragioni che non stiamo certo qui a descrivere. Ci limitiamo a dire che vivendo l’esperienza amministrativa spesso questo sentimento viene meno. Ma si combatte e non ci si arrende. Guai a farlo. E quest’anno l’anniversario dell’Unità d’Italia ha contribuito a rinforzare l’ Amore patriottico anche in noi italiani d’Italia. Difatti in questi giorni tante bandiere s’agitano al vento sui balconi come se la Nazionale di calcio avesse appena vinto il suo quinto mondiale. E già! L’amor patrio degli italiani è straripante in queste occasioni. Un po’ meno in quelle più serie. Ma lasciamo stare e godiamo dei Tricolori al vento. “Allora, sindaco. Come è andata?” chiedo mentre osservo affascinato attraverso il balcone la piante d’lu Cast’ll’n più verdi che mai sotto il sole sfolgorante. “E’ andata bene, anzi benissimo. Una cosa che non ti aspetti. Alla festa c’erano tanti giovani!” “Davvero? E io che immaginavo solo coloro che sono partiti tanto tempo fa, insomma la nostra gente che conosciamo! Però dentro di me speravo che ci fossero anche i giovani.”, dico. “Certo. I giovani che partecipano come se fossero partiti dal nostro paese ti commuove. E’ come avevi detto tu nell’articolo sul sito. I giovani si riconoscono nel nostro paese attraverso la gente che incontra nelle feste e si sentono colledimezzesi come la gente di prima generazione. Questo ti commuove!” “Sai, anche i nostri paesani in Svizzera hanno festeggiato. Certo non in contemporanea come ho scritto sul Sito, dato il fuso orario, però è stato lo stesso giorno. Il presidente Marco Monaco mi ha promesso le foto sul Sito. Mi ha scritto dicendomi che la festa è stata una cosa stupenda, inimmaginabile. L’hanno abbinata alla festa del carnevale, per cui c’erano tanti… travestiti!... nel senso di travestimento carnevalesco!” dico sorridendo. Sorride, lui pure, il sindaco. “Già oggi i termini non hanno il significato di trent’anni fa e bisogna precisare…Comunque so che Marco è un ottimo animatore. Ricordo ancora le feste d’agosto organizzate da lui anni fa. E’ un peccato non poter essere in entrambe le feste. Però ho le foto della festa americana. Sai che tanti americani leggono il Sito e hanno accolto favorevolmente la tua richiesta di foto!” “Li ringrazio di cuore. Credo sia cosa bella documentare le riunioni dei colledimezzesi all’estero. Io inviterei tutti a pubblicare le foto di riunioni di amici e anche cerimonie. Pubblicare solo foto di Colle diventa monotono, alla fine. Quantunque molti compaesani mi scrivano frasi di apprezzamento. Approfitto per dire a tutti che chiunque vuole può pubblicare foto sul nostro Sito. Una volta si pubblicava di più. Credo che Facebook abbia influito abbastanza. Ma se teniamo conto delle presenze sul Sito direi che in tantissimi guardano le foto.” “Certo, lo so. Sul sito le presenze sono sempre numerose. E’ una nuova piazza, ormai, come accennavi tu.”, osserva il sindaco. “Allora mi racconti?... Anzi…. Ci racconti?” “Certo… appena arrivato, o quasi, ho incontrato la signora Miranda De Laurentiis, la presidentessa del Club dei Colledimezzesi in Usa. Lunedi 14 marzo, per la precisione. Il giorno dopo, martedi, sono partito per il Canada in compagnia di Nino Mariani e lì ho visto i nostri compaesani, tra cui i miei zii Lina Forchetti e Renato Di Nardo. Ho donato la bandiera del nostro Comune e quella del 150° anniversario. Ho le foto di questa giornata. Poi a NY il 17 Marzo ho assistito alla parata di S.Patrizio sulla 5° strada. Davvero sfolgorante! Gli irlandesi sono rumorosi e allegri quasi quanto noi italiani!” “Sapevo del Console Francesco Talò che dovevi incontrare a NY… ormai siamo specializzati in Consoli. Ricordo il Console italiano in Svizzera con la sua signora napoletana che ci confessò la sua nostalgia del Sud Italia, dove si chiacchiera nei negozi e ci si chiama ad alta voce quando ci si vede. Cosa che non succedeva a Ginevra dove era andata a vivere col marito Console. E questo l’aveva un pò intristita, insieme al tempo quasi sempre nuvoloso e freddo.” dico mentre continuo a osservare i pini e gli abeti d’ lu Cast’ll’n sotto il sole e mi scaldo a quel raggio che nel frattempo si è spostato e m’investe in pieno del suo calore naturale. “Ehi, ma dove guardi? Sempre in contemplazione.” mi fa il sindaco. “Per non dire distratto, eh? Guard’ lu Cast’ll’n.” gli dico. Lui pure si gira e guarda attraverso il balcone. Un trattore con un carretto passa lungo la vij d’ lu Cast’ll’n, lentamente, quasi non si muove. “Beh ,sono proprio tornato.” dice. Faccio cenno di sì col capo. “Dicevi dalla signora del console che era napoletana? Sì, noi siamo così. Specie noi del Sud. E’ la gioia di vivere che si manifesta in quel modo… Sì, dunque… ho incontrato il Console Dr. Francesco Talo’ giovedì 17 alle 15.30. Una persona squisita che mi ha raccomandato di portare i saluti ai colledimezzesi in America e soprattutto mi ha dato da far leggere alla festa il proclama di Barack Obama sull’Unità d’Italia, che naturalmente alla festa ho chiesto di leggere”. “Tutti emozionati, immagino… noi colledimezzesi e gli americani abbiamo avuto qualcosa in comune ultimamente: loro il primo presidente di colore e noi il primo prete di colore. Questo fa riflettere e per una volta pensare che il mondo possa cambiare in meglio.” “Certo, certo, idealista e contemplativo. Torniamo alla cronaca americana. Venerdi 18 sono stato ospite di Nino Mariani, il quale mi ha presentato Nicola D’ Ippolito, fratello di Gino, il quale ti conosce – come tantissimi paesani, ormai - attraverso il Sito. Pensa che lui alla veneranda età di 86 anni è sempre davanti al computer insieme alla moglie Teresa ‘Cucucciell’. E’ stata una giornata veramente allegra!” “ E noi che facciamo del computer una ‘malattia’ giovanile… tanti complimenti a Nicola e Teresa, dunque! Questa è la dimostrazione che l’età può essere tutt’altro che un ostacolo nell’avvicinarsi alle ‘cose’ moderne. E’ questione di volontà, a volte. Col supporto, naturalmente, di un certa longevità a livello di mente.” “Certo. Beati loro… “ osserva il sindaco. “Beh, potremmo anche noi arrivare così a quella età. E magari per allora ci saranno aerei personali, come le automobili. E allora mi rifarò per tutte le feste paesane perse all’estero!” “Sempre che tu avrai la stessa integrità mentale mentale di Nicola e Teresa.”, osserva il sindaco. “Ne dubito…ma ci spero.” rispondo. “E quindi è arrivata la Grande Sera…” “Sì, ti ripeto, bellissima già dall’inizio. Si son fatti trovare tutti con una coccarda tricolore al petto.” “Come i patrioti risorgimentali!” “ Esatto… ah! Un particolare simpatico. Appena incontro Gino D’Ippolito, la prima cosa che mi ha detto è stato: ‘il Milan ha perso 1- 0 con il Palermo’” “Sì, davvero simpatico come particolare, sono d’accordo! Immagino il tuo fegato rossonero! Noi interisti invece ci siamo commossi per il grande Palermo, eh,eh! “Immagino, gufacci… torniamo in America e non divagare. Abbiamo ascoltato i due inni nazionali, prima quello americano e poi quello italiano. Dopo il discorso del Vice presidente e cerimoniere, il signor Gennaro di Pietraferrazzana, Sara Simonetti ha letto il Proclama del Presidente degli Stati Uniti d’America in inglese. Poi è toccato al Presidente del Club Miranda De Laurentiis che ha ringraziato tutti i partecipanti. Dopodichè la presidentessa Miranda mi chiama sul palco e mi invita a leggere il discorso. Ho messo in risalto il patrimonio immenso di legami, di rapporti, di cultura, di tradizioni, che non cede al passare del tempo e pervade tutti coloro che sono legati a Colledimezzo, alla sua storia, ed al suo popolo che mi onoro di rappresentare. “Senti, perché non me lo leggi a questo punto, il discorso?” chiedo. “Va bene, inizio da qui. E’la parte credo più significativa.” “ E vai.” “Voi oggi siete pienamente integrati nella realtà socio-economica americana, senza che questo abbia significato rinuncia delle proprie radici, delle proprie tradizioni, della propria cultura, usi e costumi. Anzi, la progressiva integrazione nella società è proceduta di pari passo con l'esaltazione della propria identità, col rafforzamento di quei valori condivisi che fanno dei colledimezzesi nel mondo un'unica comunità. La storia di ognuno di voi è affascinante e commovente al tempo stesso. Avete sostenuto sacrifici enormi, quasi impensabili al mondo d’oggi e senza l’aiuto di nessuno con il vostro lavoro e le vostre azioni avete onorato la nostra terra. Noi siamo molto vicini ai Colledimezzesi nel mondo, e il nostro impegno nel conservare i rapporti con le nostre comunità all’estero è stato costante e continuo e non solo con la creazione del Sito internet che tanti di voi frequentano tenendosi sempre in contatto con Colledimezzo.” “Bene…mica vuoi l’applauso pure qui?” Ride, il sindaco. “Ho donato le nostre bandiere, come in Canada.”, aggiunge. “E il Club mi ha fatto dono di un orologio da tavolo, molto bello, quello che vedi pure tu, con la dedica che recita: “Perché ti ricordi sempre il piacere che hai portato ai Paesani del Colledimezzo Social Club”. “Ti sei commosso.” “Sai, rivedere tante facce familiari ti fa stare bene e allegro. Sono momenti unici e, come si dice tra noi…” ‘Ricurdiv’l….” dico anticipandolo. “Sì, ricurdiv’l… credo che ricorderò questi giorni appena passati per tutta la vita. Un bella e irripetibile esperienza, sia questa che quella dell’anno scorso in Svizzera.” “Bene, sindaco. Allora le foto sono pronte?” chiedo, con l’impressione che ci siamo persi tanto, noi che non siamo potuti andare. Qualcosa di irrinunciabile…. “Sì, alcune sono pronte.” Ci alziamo e usciamo dal municipio. Fuori fa quasi caldo. Prendiamo un aperitivo al bar. La piazza è quasi vuota. E’ mezzogiorno. Un orario ‘sacro’ ai colledimezzesi, che a quest’ora sono puntuali a tavola, almeno quelli che possono. Speriamo che questa estate i nostri compaesani tornino più numerosi che mai, per riempire e allietare la nostra bella piazza…. Camillo Carrea