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La musica a Colledimezzo

La Banda degli anni ‘30 e i gruppi musicali dagli anni ’60 a oggi. Un musicista di Colledimezzo con fama internazionale. Carlo Porfilio, batterista.

Abbiamo sempre fatto riferimento, non mancando mai di ringraziarli, ai nostri numerosi musicisti di Colledimezzo, che con entusiasmo hanno allietato e allietano le nostre serate di festa.
Possiamo dire che a Colledimezzo di persone che hanno suonato e tutt’ora suonano uno strumento, dalla fisarmonica, alla chitarra, alla tastiera o alla batteria sono decine. Un paese, il nostro, con spiccata tendenza all’ arte della musica.
Questa tradizione ha avuto origine senz’altro dalla banda di Colledimezzo negli anni 30, il cui maestro era il Cav. Edmondo Colantonio, autentico personaggio Colledimezzese seppure originario di Casalanguida: terra, questa, di tradizioni musicali che ha pochi eguali in Abruzzo.
E’ nello Studio di Z’ Edmund’ che sono stati avviati alla musica molti giovani Colledimezzesi, tanto che in quegli anni ’30 dello scorso secolo si arrivò addirittura a formare una vera banda!
Ma non possiamo dimenticare lo strumento popolare per eccellenza: la passata Civiltà contadina ha dato inizio a quel tipo di festa agreste con ballo il cui punto di riferimento era la fisarmonica: in occasione di mietiture, pulitura o battitura del granturco era il suono allegro e caldo di questo strumento che dava inizio alla fase del divertimento dopo il lavoro. Si suonava e si ballava anche d’inverno quando si uccideva il maiale. Queste cerimonie contadine hanno dato l’impulso a molti giovani di allora a imparare l’uso dei tasti della fisarmonica, di riconoscere ‘a orecchio’, la nota e il suono che essa produce. Tanti fisarmonicisti, quindi. E’ persino difficile elencarli tutti, tanto più che se si omette qualcuno per dimenticanza gli si fa un ingiusto torto.
Con i tempi che cambiavano i giovani di Colledimezzo , specie quelli nati negli anni cinquanta, scoprirono e impararono a suonare altri strumenti, ovverosia il basso, la chitarra elettrica, la batteria. Strumentazione essenziale per i gruppi jazz e rock di quegli anni: il rock era il genere musicale allora nascente che sull’onda dei vari Elvis Presley, Fats Domino, Chuck Berry prima, e i Beatles e i Rolling Stones poi, hanno sostituito nella maggior parte dei giovani di allora la fisarmonica, ‘lu racanaitt’ , e la ‘dubbot’, simboli della tradizione contadina, seguendo appunto la trasformazione progressiva della società fino a quella industriale odierna.
I primi gruppi si formarono nei primi anni sessanta, non mancando di coniugare gli strumenti moderni con quelli tradizionali, come nel caso dei Tonised, che hanno suonato principalmente in Svizzera. Un gruppo che è riuscito quindi a unire i due mondi, tradizionale e moderno.
A questi sono seguiti i Niagara, citati persino su una rivista famosa di allora, la leggendaria ‘Giovani’. Questo gruppo era già diverso dai Tonised, più portati, come dicevamo, alla musica da ballo. I Niagara erano completamente immersi nel mondo rock di allora, quello soft e orecchiabile della fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta, quello dei gruppi storici italiani come i Dik Dik o L’Equipe 84, ma anche i Beatles, i Creedence Clearwater Revival, e i Procolarum. Qualcuno forse ricorderà i loro luoghi di performance, diciamo così: la casa della compianta signora Iride Vizioli in via Roma: quella prima di questa attuale, ovvero una piccola costruzione a mattoni.
in seguito il gruppo si trasferì nel locale più spazioso di Via Centrale, sopra la fontana civica, dove non erano rare le feste di ballo tra i giovani di allora, senza però il pretesto dell’uccisione maiale o della battitura delle pannocchie: la civiltà contadina volgeva al termine. Altri balli, lo shake e soprattutto il famoso ballo del mattone, il lento, sostituirono valzer e tango, suscitando clamore e preoccupazione, se non scandalo, nella precedente generazione. Altri tempi…
In quel locale, fino a pochi anni fa, vi erano ancora le testimonianze di quell’epopea: sui muri vi erano disegni, slogan, pagine di riviste musicali.
Nel fondo del locale una ruota di carro (nà rot’ d’ traiuin’) davanti alla quale era posizionata la batteria: un vero museo anni ‘70.
Alla Banda, ai gruppi come i Tonised e i Niagara, son seguiti poi altri gruppi, non sempre con formazioni fisse, e con varie sedi, come il Tavernetta Club, dietro la chiesa, o come dalla metà degli anni ottanta, la definitiva sede della scuola elementare, messa a disposizione dal Comune, finalmente sensibile a questo proliferare di ragazzi suonatori.
In quella che era stata - ai tempi in cui la nostra scuola elementare arrivava quasi a cento ragazzi - un’aula scolastica, si sono formati ragazzi degli ultimi anni, eredi di questa nostra bella e interessante tradizione musicale, che negli ultimi tempi ha avuto modo di esprimersi nelle ‘Feste di tutti i Colledimezzesi’, nell’ambito delle Feste di agosto.
In questa occasione abbiamo avuto modo di ascoltare quasi tutta la grande famiglia musicale de nostro paese. Dai vecchi Tonised, agli ultimi e bravissimi ragazzi che fanno parte di gruppi che si esibiscono in zona, uno dei quali, i Crazy Blues, è composto per la maggior parte da ragazzi di Colledimezzo.
Tra quest’ultima miriade di ragazzi che si dilettano e si sono dilettati con la musica si è formato, un musicista Colledimezzese, elevato in questi anni a fama internazionale.
Si tratta di Carlo Porfilio, figlio di Luciano e Delfina Porfilio.
Carlo è un batterista che suona principalmente Jazz, la musica dei neri d’America che nasce a New Orleans e poi si sposta a Chicago. Carlo ha suonato e suona con i più famosi musicisti jazz d’Europa e il sito web riservato ai più famosi batteristi di tutto il mondo così lo descrive:
Carlo Porfilio; Noto batterista italiano (indipendent)molto versatile, dalle numerosissime collaborazioni uno dei più richiesti e attivi, tra le collaborazion più rilevanti sono: Kelly Joice, Viola Valentino,
Antonio De Angelis Quartet, Anemamè, Gianni De Chellis Project, Francesco Altobelli, Hiram Bullock, Matt Bissonette, Massimo Moriconi, Paolo Costa, e tantissimi altri.
www.carloporfilio.it

Il suo nome in ordine alfabetico viene appena dopo quello di Carl Palmer, leggendario batterista degli Emerson, Lake and Palmer.E’ insieme a quello di Alex Van Halen, dei famosi Van Halen, di Jeff Porcaro dei Toto, di John Bonham batterista dei fantastici Led Zeppelin e di Phil Collins. Il suo è tra i siti web più visitati e basta scrivere il suo nome sul motore di ricerca ‘google’ per veder apparire decine e decine di link che parlano di lui, dei suoi concerti, del suo tour e del suo ultimo cd dal titolo:
‘The famous standard with style’
Carlo ha battuto i primi colpi su una batteria insieme al fratello Claudio, anche lui batterista, in quell’aula delle nostre scuole elementari. Una vera passione la sua, erede – come si diceva - di quella tradizione di ragazzi colledimezzesi che hanno avuto e hanno la passione per la musica. Carlo si è perfezionato nel tempo suonando con i grandi maestri percussionisti, che hanno visto in lui, giustamente, un talento. Oltre alla passione del suonare Carlo ha la passione per l’insegnamento di questo strumento particolare che attrae molti giovani, forse più di altri strumenti. Ha una scuola di batteria a Lanciano, dove attualmente abita. Carlo ha ricevuto molte offerte per esibirsi in televisione, ma ha rifiutato, per stare vicino alla sua compagna e a sua figlia appena nata. Inutile dire a questo punto che Carlo è la massima espressione di quella ‘Scuola colledimezzese’ di musicisti, a cui accennavamo all’inizio, e di cui siamo orgogliosi.
Con la speranza che egli abbia del tempo, qualche estate di queste. di venire a esibirsi davanti a noi, suoi compaesani.
Tanti auguri, Carlo, dai tuoi compaesani, musicisti e non, per una carriera sempre più all’insegna del successo.
Camillo Carrea

Le foto inerenti l'articolo sono contenute nella foto gallery 2009.

Si ringrazia la disponibilità del signor Romolo Di Lello per le foto concesse a questo sito web.