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Natività e Rinascita

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Buone Feste

Ancora un Natale in arrivo…
Se togliamo i soliti ‘pellegrinaggi’ negli ipermercati a caccia dei soliti regali a ogni costo, le tavolate dove non manca nessun ben di Dio e, si spera, neppure un pensiero per coloro che il ben di Dio non possono permettersi - e sono sempre di più, mentre cresce il numero di chi invece può tutto, o quasi – rimane la vera essenza del Natale. Ciò che esso rappresenta veramente: la Natività del Cristo. Il Natale Cristiano che ogni anno torna a ricordarci che con quella Nascita, avvenuta 2007 anni fa secondo la nostra Tradizione, nacque un nuovo e rivoluzionario modo di intendere la Vita. Che secondo gli insegnamenti di Gesù contenuti nei Vangeli, si discosta tanto, forse troppo da ciò che sta avvenendo oggi nel mondo. Non ci si vuole mettere qui a elencare le povertà e le guerre dimenticate, le ingiustizie, le indifferenze verso chi soffre, i ‘basta che stiamo bene noi’.
Fino ai piccoli e grandi rancori personali, le invidie, i giudizi sommari sul ‘prossimo tuo da amare come te stesso’ (Vangelo)
Ma non possiamo evitare di dire che ormai tutto concorre ad allontanarci dal Natale vero.
A nulla servono i richiami dei sacerdoti sull’evitare di farsi ipnotizzare dalle luci, dai colori, dai balocchi che oramai hanno rapito ciò che da bambini noi ricordavamo del Natale: una grande emozione, specie in quella Notte. A volte all’uscita della messa, nel freddo che annunciava salutari nevicate, ci si fermava a guardare il cielo stellato e sembrava che in quella notte magica dovesse davvero accadere il miracolo di una stella cometa che appariva e ci guidava alla Grotta Divina.
Ecco, forse abbiamo perso la Stella. Abbiamo perso l’orizzonte. L’orientamento…
Nel cielo magico della Notte di Natale nessuno si aspetta più che una stella compaia a guidarci, a insegnarci che Gesù era povero ed era nato in una grotta che fungeva da stalla, posato in un giaciglio di legno – in realtà una mangiatoia – con della paglia. Il fiato di un bue e di un asinello a procuragli un tepore che doveva riscaldarlo appena.
Che cosa ci ha voluto far intendere Dio nel far nascere un Suo Figlio il Salvatore povero, che per giunta, ancora nel ventre materno, nel suo peregrinare non trova nessun posto dove alloggiare se non in un grotta? Un posto che tutti gli negano, presi dai loro ‘mi spiace è tutto pieno’. Neppure un pò di pietà per quella coppia - Maria e Giuseppe, parte della futura Sacra Famiglia – che cercava rifugio e ristoro in quella notte fredda. Neppure un pensiero per quel bambino che doveva nascere di lì a poco e per Sua Madre incinta.
Quel mondo, prima della Nascita di Gesù doveva dunque assomigliare al nostro di adesso. In cui si nega spesso un briciolo di pietà per chi soffre e per chi non può avere quello che hanno gli altri. Per chi è disperato e affronta il mare per trovare un pezzo di pane migliore. E spesso muore, inghiottito da quel mare che ha sfidato per una vita migliore. Spesso vengono disprezzati da noi cristiani, nonostante Cristo ci abbia esortato alla fratellanza, alla pietà, all’accogliere…
Ma oggi è tutto diverso, si dirà. Tra i disperati e i poveri in cerca del tozzo di pane si annidano violenti e gente senza scrupoli, senza alcun rispetto per le nostre tradizioni. Anzi, qualche volta sono dei delinquenti incalliti. Pur volendo, con spirito cristiano, accoglierli, come si fa a distinguere i buoni dai violenti? Ci si chiede. Questi sono tempi strani, dove non riesci più a distinguere le brave persone dai delinquenti. Risponderemmo che forse mezzi forse ci sarebbero. C’erano pure allora, ai tempi in cui nacque Nostro Signore. E i Romani, che erano degli amministratori attenti e capaci, benché avessero un impero immenso e non c’erano i mezzi di adesso, s’inventarono quello che loro chiamavano ‘Censimento’.
I Romani tenevano a sapere chi erano e quanti erano gli abitanti del loro impero. Era un modo per mantenere l’ordine in quel vastissimo impero. E la Palestina era spesso infida, turbolenta, ribelle, così come è ora, a distanza di due millenni!
Dunque, se si volesse davvero, si potrebbe distinguere. Si eviterebbero molti dei grattacapi (a dir poco) di cui un esempio abbiamo avuto in quest’ultimo mese nei nostri centri, come avete potuto leggere nell’articolo precedente dedicato alla prevenzione della microcriminalità.

Dunque, torniamo al vero senso del Natale: se non si può altro, almeno ci accompagni in queste nostre feste natalizie un pensiero per i meno fortunati di noi. Per coloro che nascono o abitano nelle Grotte del duemila: roulotte, tuguri, baracche, casolari abbandonati, tanti bambini al freddo e al gelo, e senza il conforto del fiato caldo di un bue di un asinello…

Ma iemm’ a niuw… Per dare al Natale colledimezzese la giusta atmosfera è stato senz’altro più facile. La Pro Loco e l’Amministrazione comunale hanno stilato il programma degli avvenimenti che avranno come centro di attività il nostro Castello D’Avalos. Potete consultarlo naturalmente sul link dedicato alla Pro Loco, sul nostro sito.
Inoltre le luci (quest’anno a forma di stelle su via Roma) di Natale, la capannina e l’albero di Natale addobbano già la nostra piazza.

Sarebbe cosa difficile negare che alla Natività oggi si possa associare per similitudine una Rinascita di Colledimezzo. Gli avvenimenti che negli ultimi anni caratterizzano il nostro paese lo dimostrano. L’ultimo avvenimento certo non lo possiamo dimenticare, la nostra squadra di calcio. Anche se oggi le cose non vanno troppo bene - ma un pò ce l’aspettavamo - è una riconquista notevolissima per la quale dobbiamo ringraziare il presidente e i dirigenti, i giocatori e, ancora una volta, le persone generose - vicine e lontane - che hanno contribuito. La squadra ha rianimato il nostro forum con migliaia di accessi! E la domenica le gradinate del nostro magnifico campo – ma anche fuori casa - sono piene di gente del nostro paese, un modo per stare insieme e ritrovarci. Una chiara manifestazione di vitalità, insieme alle numerose attività della Pro Loco, ultima delle quali la scuola di ballo, alla quale hanno aderito numerosi appassionati. E così la domenica pomeriggio, fino all’anno scorso contrassegnata solo dalle partite della serie A, ora sono diventate animate, attese, all’insegna del ritrovo e dell’allegria.
Per le opere pubbliche siamo quasi in dirittura d’arrivo per la sistemazione della Provinciale nel punto della Piazza, con annesse opere di ristrutturazione del lavatoio pubblico, ripavimentazione della discesa di Vico Marisa Di Nardo. E in più è in progetto un locale – quello adiacente il lavatoio – per la creazione di un museo etnografico.
Presto la rete ADSL satellitare sarà una realtà per tutti gli utenti di Colledimezzo.

Ancora altre idee - nonostante i governi taglino ogni anno ai comuni decine di migliaia di euro - sono in cantiere: cercare di realizzarle è la volontà dell’Amministrazione comunale. Affinché i cittadini progrediscano le loro condizioni di vita insieme al mutare in meglio delle strutture del nostro paese.

Buon Natale e buone feste a tutti.

Camillo Carrea

camillocarrea@virgilio.it