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Un progetto di energia alternativa anche a Colledimezzo

Avevamo già accennato, nelle precedenti notizie, dell’importanza fondamentale che comporta la realizzazione del parco eolico nel nostro territorio: per motivi economici, visti i progressivi tagli dei fondi statali ai comuni negli ultimi anni, di cui siamo testimoni come amministratori.

Ma pure per ragioni che hanno niente a che fare con l’esigenza di procurarci delle ‘entrate’ nel bilancio.

Vale a dire raggiungere, nel nostro piccolo,  gli obiettivi che l’accordo europeo si è prefisso in termini di energia alternativa.

Il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto clima-energia volto a conseguire gli obiettivi che l'UE si è fissata per il 2020:

  • ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra
  • portare al 20% il risparmio energetico
  • aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili

 

Il comune di Colledimezzo insieme alla Provincia di Chieti ha sottoscritto a Bruxelles a maggio 2010 il Patto dei Sindaci per contribuire a raggiungere tali obiettivi.

L'Italia ha un target VINCOLANTE del 17% di produzione di energia da Fonte Energetica Rinnovabile (FER) da realizzare entro il 2020;

Il Ministero per lo Sviluppo Economico (MSE), ha tradotto tale obbligo nelle azioni previste nel Piano di Azione Nazionale (PAN), trasmesso a Bruxelles nel giugno 2010, prevedendo la realizzazione di 16.000 MW di eolico al 2020.

L'impegno assunto comporta pesantissime penali per il mancato rispetto degli obiettivi dell’ordine di MLD di €.

Nel solo biennio 2008-2009, nell'ambito degli impegni vincolanti di Kyoto, obiettivo molto più alla portata degli Stati membri, l’Italia ha accumulato un debito nei confronti dell'UE pari a circa 1,5 MLD di €.

Prospettive Regionali: Burden Sharing

Il Governo Italiano, con la Legge n. 13/2009, in ossequio al principio di sussidiarietà e di responsabilizzazione delle Regioni, con il proposito di attivare una concreta azione nelle politiche per il clima, ha introdotto il concetto di "burden sharing", ovvero la ripartizione su base regionale degli obblighi assunti in ambito internazionale;

Le penali verranno di conseguenza ripartite alle Regioni qualora queste non raggiungeranno il target loro assegnato;

In seguito al recepimento delle ultime direttive comunitarie in materia di Fonti Energetiche Rinnovabili (FER), verrà attivato un monitoraggio periodico delle azioni intraprese dai vari Stati membri per il raggiungimento dell'obiettivo al 2020, con previsione di applicazione delle penali già nelle fasi intermedie di controllo del cammino al 2020;

L’Abruzzo – il Piano Energetico – il Target da Raggiungere

Il Piano Energetico della Regione Abruzzo, approvato nell’agosto 2009, prevede un obiettivo di eolico pari a circa 550 - 700 MW al 2015.

Tale obiettivo, da analisi tecniche svolte di concerto tra ANEV (Associazione Nazionale Energia dal Vento) ed il Ministero per lo Sviluppo Economico (MSE) sembra non essere sufficiente a coprire la quota parte di obbligo regionale che, molto probabilmente, il burden sharing attribuirà alla Regione Abruzzo.

Tale target andrebbe quindi ragionevolmente rivisto ad un valore di circa 800-900 MW al 2020

Eolico in Abruzzo

Eolico installato al 2010: 202,52 MW (fonte ENEA)

Eolico previsto dal Piano Energetico al 2015: 550-700 MW (Piano energetico Abruzzo)

Eolico prevedibilmente assegnato dal burden sharing al 2020: 900 MW (dato ANEV 2010)

Considerando un tempo medio di realizzazione di un parco eolico pari a circa 3 anni dal completamento della procedura autorizzativa, l'Abruzzo, al fine di traguardare l'obiettivo datosi nell'ambito del PER, dovrebbe esitare favorevolmente ulteriori 400 MW di parchi eolici entro l'anno 2012 (quindi in poco più di 24 mesi)

Penali pecuniarie

Non appena attuato il burden sharing (attuazione prevista entro il 2010) scatterà l'obbligo vincolante delle Regioni, pena il pagamento di penali verso l'UE. E’ doveroso sottolineare che il pagamento delle penali non fa decadere l’obbligo al rispetto degli impegni in termini di quota FER.

Da un calcolo teorico (stima ANEV) la Regione Abruzzo potrebbe prendere in carico una quota FER compresa tra il 4 ed il 7% dell'obbligo nazionale (17 % FER) in seno all'accordo 20-20-20.

Ripartendo uniformemente tale obbligo in base alle varie FER la quota d'obbligo di eolico sarebbe pari a circa 800-900 MW.

L'ordine di grandezza delle penali, per la Regione Abruzzo, è dell'ordine delle CENTINAIA DI MILIONI di EURO.

La quota di penale derivante dal mancato rispetto degli obblighi di Kyoto l'Abruzzo pagherebbe un importo compreso tra i 104 ed i 189 MIL di €.

Il mancato rispetto dell'accordo 20-20-20 data la dimensione superiore dell'impegno determinerà importi molto superiori.

 

L'eolico comunque non produce emissioni, non produce scorie e non determina modifiche irreversibili del paesaggio.

Era da tempo che aspettavamo la convocazione della Commissione di Valutazione di impatto ambientale e di incidenza, organo regionale che regola e valuta progetti in ambienti protetti da vincoli di ordine paesaggistico e ambientale.  

Così, dopo aver ottenuto un appuntamento alla Regione Abruzzo, vale a dire all’Aquila, la mattina di giovedi 25 novembre scorso ci siamo messi in viaggio verso il capoluogo.  Sindaco e Giunta comunale, supportati dal nostro Segretario comunale Dr. Ugo Carozza, il sindaco di Montazzoli Ing. Ercole Del Negro, - entro il cui territorio dovrà essere impiantato parte del parco eolico-   Arturo Scopino, rappresentante dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia. In più i tecnici dell’azienda che si occupa della progettazione e della realizzazione del parco. Tutti con l’obiettivo di giungere finalmente all’approvazione del progetto.

Abbiamo appuntamento alle ore 10. 30 del mattino. Ci ritroviamo nella nostra piazza alle 8, puntuali. L’aria è fresca e ci viene in mente che l’Aquila è una delle città più fredde d’Italia. Il nostro capoluogo si sta piano, piano riprendendo dal terribile terremoto del 6 aprile 2009.

Abbiamo solo il tempo per un caffè e poi si parte. Entro la station wagon del sindaco siamo in cinque e grossi per starci appena comodi, dopo aver tolto cappotti e giacche. Siamo euforici, anche se ci sono delle ragioni di ordine burocratico a tenerci in lieve apprensione.  Sappiamo fin troppo bene cosa significhi la burocrazia in Italia. Significa ore e ore di attesa. Carte su carte da produrre. Richieste di colloqui, appuntamenti spesso mancati o rimandati. Tanti viaggi  a vuoto e  delusioni. Speranze vanificate. E’ il caso di ricordare gli anni della progettazione e della realizzazione dello svincolo sulla Fondovalle già raccontati su questo sito. Oppure la realizzazione della nuova piazza, in tempi recenti, che ci ha visti alle prese con tante difficoltà che solo la caparbietà e la testardaggine ci ha consentito di superare.  Abbiamo l’impressione che questa volta le cose debbano essere meno difficili. L’energia eolica in Italia è in piena espansione, tanto da aver meritato anche la prima pagina del New York Times per il geniale Progetto del Parco Eolico di Tocca da Casauria (PE).

In macchina rileggiamo la lettera di presentazione del progetto da porre all’attenzione del Comitato. Ci sono le firme di tutti noi che portiamo questa Speranza, pronti a combattere una nuova battaglia per realizzarla. Le armi sono come al solito le già menzionate ‘caparbietà e testardaggine’, quelle che hanno a disposizione chi crede che si possa rendere migliore la vita nei nostri piccoli paesi.

Arriviamo e l’impatto con la realtà aquilana è impressionante. Chi scrive è a L’Aquila per la prima volta dopo il terremoto. L’indicazione ‘Onna’, paese distrutto quasi completamente dal sisma, mi riporta indietro di quasi due anni, alle immagini del disastro e alla disperazione della popolazione. Oggi un silenzio mesto e irreale segna il centro storico della città. E un traffico smorzato s’aggira per la periferia costellata di abitazioni disseminate nella campagna spoglia come fiori improbabili nella giornata d’autunno soleggiata, ma fredda.   

Leggo il documento passatomi da Gionni, che poi a mia volta passo agli altri. L’abbiamo letto più volte. E rileggerlo ci fa coraggio. Pensiamo d’averci messo tutto. Anche il cuore oltre alle firme. Rileggo che nessuna osservazione è arrivata dai nostri cittadini, che pure sono stati invitati a un confronto nel caso ci fossero stati dei dubbi.  Nel documento mettiamo in evidenza il fatto che abbiamo acquisito il parere positivo della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici d’Abruzzo e che abbiamo avuto anche riscontro scritto di buona progettazione da parte dell’associazione Legambiente. E dichiariamo che porre come esempio negativo l'eolico significa di fatto attaccare gli obiettivi europei, e non aver compreso che il cambiamento del clima è l'emergenza ambientale del secolo. Rileggo che l'atteggiamento antieolico preconcetto e infondato è inaccettabile: ovvero mentre la casa brucia, a causa del riscaldamento globale, qualcuno anziché portare l'acqua per spegnere il fuoco si preoccupa se qualche goccia casca sul tappeto. E che  le installazioni eoliche in Italia sono realizzate soprattutto in aree rurali e montane, come le nostre appunto, aree abbandonate e non utilizzate né a fini agricoli né per il pascolo. Energia eolica significa creare nuova occupazione nella green economy, oggi la più concreta strategia contro la recessione, soprattutto nella nostra regione dove l’industria tradizionale mostra il passo. Inoltre, il parco in oggetto è costituito da sole 5 macchine ed in sede progettuale è stato predisposto un corridoio di 1,8 km per consentire il passaggio est-ovest dell’avifauna: le macchine non rappresentano una barriera, ma piuttosto due cluster, cioè due gruppi omogenei e ravvicinati che non impediscono il volo degli uccelli.

Forti di queste considerazioni entriamo nel palazzo della Regione Abruzzo. Siamo un bel gruppo nutrito. Siamo puntuali e ci aspettiamo di poter ‘festeggiare’ il parere positivo con uno spuntino a mezzogiorno, prima di ripartire. Ciò che ci scoraggia invece è la fila che si snoda davanti all’ufficio della Commissione. Abbiamo l’impressione che non sarà quello indicatoci dai funzionari regionali l’orario di entrata. Ma pazienza, ci diciamo. Siamo abituati ad attendere, in questi casi. Certo non ci aspettiamo di attendere fino a sera! Difatti entriamo alle 17,35! Dopo aver consumato un pasto veloce fatto di pizza e tramezzini. Veloce per il fatto che si aveva timore che ci avessero chiamati proprio mentre ci si rifocillava e poi saremmo anche dovuti tornare a casa!

Così alle cinque e mezzo entriamo. Davanti a noi la Commissione composta da ben 14 persone, rimane per un attimo disorientata dal nostro affluire: difatti ci chiedono se siamo tutti insieme. Rispondiamo di sì, e che il numero di persone presenti sta a significare l’importanza che il progetto riveste per Colledimezzo e non solo.

Il direttore pone le domande, alle quali il sindaco risponde, citando le ragioni elencate nel documento di cui si è parlato poc’anzi. Siamo tutti tesi. Qualche componente della commissione, dice che l’energia eolica non deve essere solo un mezzo per riscuotere fondi per il comune. Difatti il sindaco ha appena fatto notare - a ragione - che le pale eoliche rappresentano un sostentamento anche economico del nostro paese, per i tagli che anno per anno i governanti eseguono ai loro danni. E che per Colledimezzo significherebbe tagli al sociale e anche ai piccoli investimenti, alle spese correnti e giornaliere all’assistenza delle persone anziane e disabili.

Ci rendiamo conto che la commissione ha qualche dubbio riguardo la presenza del nibbio reale (una specie di falco) nella zona - dietro a lù bosc’ d’ la Mazziott’ - dove dovranno essere impiantate le pale. Ovvero, vi è la possibilità  che qualche esemplare di nibbio, qualora effettivamente ci sia, possa cozzare contro le pale!

Il sindaco, chiede al Comitato se effettivamente in quella sede si valutassero serenamente i costi e i benefici dell’intera operazione.

Usciamo dalla saletta un po’ delusi, ma non abbattuti. Siamo abituati alle battaglie. Siamo sicuri che il progetto sarà approvato. E che le pale non siano pericolose per gli uccelli, come del resto è stato specificato nel progetto, fatto ad hoc per il loro passaggio indisturbato. Ripartiamo nella serata freddissima di L’Aquila.

E’ il primo passo che l’Amministrazione farà perché anche Colledimezzo possa avere il suo sostentamento dal’energia eolica, come tanti altri in Italia e in Europa.

 

Camillo Carrea