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Un’altra estate arriverà

‘Insomma mi piace che un’altra estate arriverà, fare le valige sapendo che si ripartirà’

Sono le parole di una canzone in voga questa estate. La quale ormai si può considerare quasi trascorsa, anche se le temperature sono tuttora da estate piena e le spiagge ancora molto frequentate: lo saranno come sempre fino al primo calare consistente della temperatura, ovvero l’ accenno autunnale. Ma non sono solo le temperature alte a definire la Bella Stagione.
Anche le valige della citata canzone fanno parte del bagaglio estivo, seppure molti sono abituati anche alle vacanze invernali: magari nelle città d’arte. Oppure la settimana bianca per chi scia. Magari si ha voglia di sperimentare le crociere, che si svolgono anche in autunno.
L’estate è suoni e movimento: canti e risa, voci e grida che si fondono per lo più alla sera tardi e poi nella notte, quando la gioventù si riunisce nelle ore piccole creando qualche malumore a chi invece la notte la prende per quella che è: il momento di riposare. Su questo punto vi sarebbe una riflessione e una domanda da farsi, con la calma e la serenità che pretende la riflessione vera: se fossimo giovani saremmo anche noi in piazza a far chiasso nelle ore dopo la mezzanotte e fin quasi al mattino? Diremmo senz’altro di sì, la maggior parte di noi ora sulla mezza età e anche oltre sarebbe in piazza a suonare le chitarre, cantare, e magari urlare. Diciamo anzi che è un peccato non poter esserci, per questioni anagrafiche e quindi di spirito. Ma ciò appena detto non giustifica il mancato rispetto per chi riposa, anche se la nostra piazza sembra l’unico posto ove si possa stare insieme, data la presenza del bar. Tra l’altro sembra difficile trovare la soluzione che unisca le esigenze di un orario ‘giovanile’ spostato troppo in avanti e la naturale esuberanza che caratterizza i giovani. Oggi è difficile non disturbare nessuno, visto che Colledimezzo è abitata anche nella estrema periferia. Il rispetto per il sonno altrui è sacrosanto, quantunque si possa dire che dopotutto il periodo estivo è breve e poi si torna alla quiete.
L’estate è incontro: spesso è accaduto che alcuni compaesani si son rivisti dopo molto tempo in paese. Il loro ritorno – da posti diversi – è finalmente coinciso.
Non ci sarebbe molto da raccontare sull’ estate colledimezzese: le foto pubblicate in abbondanza descrivono - crediamo - il clima estivo molto più delle parole. Le foto - oltre a comunicare l’ambiente spensierato e cordiale che si respira d’estate in piazza – fa sì che qualcuno che è rimasto ‘ritrovi’ sulle foto un paesano che da molto tempo non rivede.
Chi è rimasto nel luogo di residenza vede chi è tornato in paese e preso dalla nostalgia decide: ‘ l’anno prossimo tornerò anche io’.
Si contribuisce così al ritorno dei compaesani al loro paese natio: qualcuno ce lo ha confessato. Ha visto sul presente Sito le foto dei compaesani sorridenti e gli è venuta la voglia di tornare. Ciò ci ha ovviamente riempiti di soddisfazione.
Ci sono tante foto. Non ci sarebbe perciò molto da raccontare. Ma in tanti ‘reclamano’ ormai l’articolo sul nostro sito, oltre alle foto: una sorta di abitudine di cui non si può fare a meno, a quanto pare. E visto che chi scrive lo fa per diletto, vi è grande soddisfazione nel fatto che queste righe vengano apprezzate, e si ringrazia di cuore, ancora una volta.
Come si diceva nell’articolo precedente il tempo instabile ha caratterizzato l’estate fino alla metà di luglio, per poi consolidarsi in un caldo a volte torrido, che ancora perdura. Ciò favorisce lo svago notturno in piazza da parte di tanta gente, che ancora si svolge, al fresco, data l’inusuale calura che caratterizza il giorno.
Gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’estate colledimezzese hanno avuto per lo più grande partecipazione. Vi è stata la festa della Società sportiva per la promozione in Seconda Categoria.
A questo proposito vi è da dire che la nuova stagione è iniziata benissimo, con la qualificazione in coppa Abruzzo ai danni dei vicini di Montazzoli, liquidati con un sonoro 4-0 domenica 11 settembre.
Non possiamo non sentirci affascinati e nello stesso tempo pungolati dalla presenza nel prossimo girone di Seconda Categoria di un antico e prestigioso avversario, il Villa S. Maria. Squadra nobile e un po’ decaduta, ormai priva dei suoi grandi giocatori del passato, ma pur sempre temibile.
Inutile dire che vincere sarebbe una gran bella soddisfazione, come lo era ai tempi del leggendario Torneo del Sangro.
La prima sfida sarà con il vicino Borrello, che punta alla vittoria finale. Tra qualche settimana il campionato avrà inizio. Un grande ‘in bocca al lupo’ alla Società Sportiva, sempre entusiasta e volenterosa. Lo stesso vale per i ragazzi della squadra, che quest’anno sarà agli ordini di Fausto Vizioli. Un augurio, visto che sotto la sua guida – allora anche in campo - conquistammo la Prima Categoria. Chi scrive non può fare a meno di avvertire una punta di nostalgia, visto che era della partita…. E confessa che stare in tribuna invece che in campo è una sofferenza. Ma il tempo passa per tutti…
Meglio tornare agli avvenimenti estivi, alla grande celebrazione in piazza dei 101 anni di Antonio De Laurentiis, ovverosia Z’n’donij Mirz’niell’, alla piacevole novità del recital sulla vita della Madonna, a cura del Consiglio Parrocchiale e con il Coro quale protagonista. E occasioni di incontro consolidate come la festa di quartiere della ‘Croce’ che ha avuto come luogo di svolgimento il sempre utile piazzale delle scuole elementari. Al genere ‘ricorrenza nostalgica’ si può accostare la serata della proiezione ( 6 agosto) del filmato ‘Bastava un niente per sorridere’. Ancora una volta grande partecipazione e piazzetta Don Federico stracolma per rivedere tante persone che non ci sono più, il nostro paese con le strade lastricate in pietra, la gente povera e dignitosa che si apprestava a emigrare. Un grande lavoro da parte di Edoardo D’Addario che trae dal suo prezioso archivio tante immagini che puntualmente ci commuovono. Ma chi ha nel cassetto vecchi filmati può offrirli. Basta spedirli, anche al comune, all’attenzione di chi scrive o del sindaco. Sarà ringraziato di cuore e citato doverosamente nel filmato.
Le due serate di festa son state diverse per il fatto che nella prima vi era l’orchestra da ballo: una garanzia per il fatto che nel nostro paese vi è tanta gente che balla. La seconda serata era quella più attesa. Questa ha avuto come protagonista colui che viene definito come l‘astro nascente della comicità abruzzese, tanto da far dimenticare il campagnolo N’duccio e il suo concorrente Vincenzo Olivieri. Stiamo parlando di quel Marco Papa seguìto con entusiasmo da tanti giovani per via dei suoi esilaranti (‘esilaranti’ a sentir loro, i giovani) doppiaggi di film famosi come ‘Titanic’ o ‘Troy’…. Ebbene, se l’anno scorso abbiamo cercato di trovare il pelo nell’uovo al pur valido Vincenzo Olivieri, qui c’è addirittura da stendere un pietoso velo. E dire che tanti alla vigilia avevano fatto i complimenti alla nostra Pro Loco per ‘l’acquisto’… e dire che tanta gente dei paesi limitrofi è accorsa per sentire questo Marco Papa: la piazza era infatti stracolma. Stendiamo il velo pietoso sulle volgarità con le quali ci ha seppellito questo pescarese tanto osannato. Ancora una volta ci tocca rimpiangere signori d’altri tempi, che ci facevano ridere con battute geniali e eleganti, al massimo con i doppi sensi, ma sempre garbati. Ciò che ci impensierisce è come questi cosiddetti comici possano riscuotere successo. Saremo banali, persino un po’ bacchettoni, ma quando la volgarità non riesce neppure a strapparci un sorriso, ma provoca solo imbarazzo e persino irritazione, vi è da riflettere. Come possono i nostri giovani apprezzare una simile comicità ( o presunta tale)? Un segno dell’imbarbarimento dei tempi? Vi è da sospettarlo. Far ridere non è mai stato facile, ma se non ci si riesce forse è meglio darsi a altre attività… lavorative.
Cambiamo argomento (ma non troppo): E’ discussione ormai da tanto tempo la manovra finanziaria che dovrebbe portare al pareggio del bilancio statale. Vi sarebbero tante cose da dire, ma ci limitiamo a ciò che di più interessa la nostra comunità. E’ scioccante la soppressione - prevista dalla manovra - dei Comuni al di sotto dei mille abitanti. Questo significherebbe, se passasse la legge, la fine della nostra amministrazione comunale, pensate…! E il sindaco attuale sarebbe l’ultimo sindaco della nostra storia. Vi sono in atto proteste e emendamenti, prima di tutto per il fatto che questo provvedimento permette allo stato di risparmiare solo il 2% della spesa per le amministrazioni comunali, cioè quasi niente. Sarebbe solo un provvedimento di facciata, per coprire le vere spese esorbitanti e inutili derivate da enti che fanno comodo alla politica stessa. Si spera che le associazioni che rappresentano i comuni, riescano a non far passare questa legge dannosa e inutile, che metterebbe in ginocchio le piccole realtà come la nostra, assoggettate come sarebbero, a comuni più grandi e per forza di cose trascurati e dimenticati.
Ancor di più di quanto lo siano ora!
Sperare non nuoce. Ma in un paese che si definisce civile non si può continuare a vivere di speranze. Ciò che viene tolto al cittadino per finanziare la politica e le sue devianze diventa sempre più insopportabile.
Comunque in queste ultime ore, mentre scrivo qualcosa sta cambiando e pare che venga scongiurato l’accorpamento dei piccoli comuni come Colledimezzo.
A torniamo di nuovo a ‘nieu’: Per fortuna vi è in questi ultimi giorni un buona notizia. E’ stato , ha riaperto il baretto nel locale del municipio che l’Amministrazione aprì anni addietro per ovviare alla chiusura del bar principale. Il locale è aperto in questi giorni in cui i gestori del locale stanno eseguendo lavori di manutenzione. E lo sarà anche di lunedi, quando il bar sarà chiuso per riposo settimanale. Ancora in questi giorni caldi la piazza è discretamente frequentata e l’iniziativa di giunge gradita, col plauso della popolazione e dell’Amministrazione che ha subito concesso il locale, precedentemente affidato alla Pro Loco.
Si fà tutto per cercare di tenere vivo il nostro paese, in attesa - come dice la canzone - che un’altra estate arriverà, e come sempre in tanti faranno di nuovo la valigia, pronti a ripartire, ci si augura, per Colledimezzo. E una volta tornati stare bene in compagnia tra noi compaesani.
Camillo Carrea